lunedì 28 novembre 2016

LUCE CHE UNISCE E LUCE CHE FRANTUMA!





Anna Maria Rizzato's Profile Photo
By Anna Maria Rizzato
La tela con “Il martirio di San Lorenzo” fu commissionata a Tiziano da Lorenzo Massolo nel 1546.
Negli ultimi anni della sua lunga vita Tiziano avvia una ricerca di un nuovo rapporto spazio-luce-colore e, in questa tela, la luce diventa elemento disgregatore che prende il racconto pittorico e lo frantuma in mille episodi.
Il santo giace sopra la grata e, come ci narra il Vasari….mezzo sopra la grata, sotto un gran fuoco e alcuni che lo accendono e, perché’ ha pinto una notte, hanno due serventi in mano due lumiere che fanno luce, dove non arriva il riverbero del fuoco che è sotto la grata.
Displaying san Lorenzo 3.jpgLa scena si svolge illuminata da diverse fonti, oltre le fiaccole accese e il fuoco anche il lampo di luce soprannaturale, che squarciano il cielo pesante e nuvoloso. Il tutto si svolge entro uno spazio architettonico classico, ricordo, questo, della permanenza del Cadorino a Roma; anche il corpo del martire ci ricorda modelli antichi.
Tiziano, qui, si dimentica le tradizioni rinascimentali e la sua “mano” diventa esasperatamente impressionista per una ricerca drammatica della “luce”. Il profondo notturno è illuminato da luci interne alla scena e le pennellate rapide e “spesse” sono un preludio alla sua ultima produzione.
“Luce” che quasi annulla gli effetti plastici e “sfrangia” il colore, anzi sfrangia la luce in mille colori.

Drammaticità pittorica che influenzerà Veronese, El Greco, Jacopo Da Bassano e soprattutto il Tintoretto!
Displaying san Lorenzo 2.jpgIl mio amato “Tintor” ha usato e abusato della “disintegrazione” luminosa.
E’ risaputo come Tintoretto creasse dei modelli plastici che illuminava artificialmente per poi realizzare la sua pittura con la massima veridicità.
Verso la conclusione della sua vita, Tintoretto “crea” la sua “Ultima Cena”, con i suoi noti schemi trasversali, ma il tutto “traforato” da lampi e fulgori che spezzano la scena e moltiplicano i nuclei vitali.
Gesù, in piedi, offre il pane al discepolo alla sua destra, ma attorno a Lui tutte le teste risplendono. Dall'alto arriva la luce fumosa di una grande lampada, mentre a destra svolazzano creature celesti che potrebbero da sole illuminare la sala, se la luce del Cristo... non la facesse da padrona!
Una tela allucinante, allucinata, il suo canto del cigno, un uso della “luce” frammentata e potente come la sua fede nell'arte! Come la mia fede nell'arte, che mi ha sempre sorretto nei momenti bui, IN STATO DI GRAZIA  .

domenica 27 novembre 2016

Le bugie vengono da Marte o da Venere?

Related image

by Susanna Casubolo
 Le bugie sono un fenomeno diffuso e hanno lo scopo di facilitare i rapporti interpersonali. Le persone maggiormente interessate all’impressione che hanno sugli altri mentono di più e vedono nella bugia un facile mezzo per costruirsi un’identità sociale più piacevole.
Il 50% delle bugie che vengono dette servono a ottenere vantaggi personali, dare una buona impressione, proteggersi da imbarazzo o disapprovazione (self-oriented lies), l’altro 50% delle bugie dette è diviso equamente tra quelle che vengono dette per proteggere l’interesse degli altri (other-oriented lies) e quelle che vengono dette per favorire le relazioni interpersonali (social-oriented lies).
Ma si mente di più sul pianeta Marte o sul pianeta Venere?
Secondo uno studio (Burgoon, Buller, Granire e Kalbfleish, 1998) gli uomini tendono a dire più bugie a proprio vantaggio (self-oriented lies) mentre le donne tendono a dire più bugie a vantaggio dell’altro (other-oriented) soprattutto nelle interazioni con altre donne, le cosiddette “bugie bianche”.
Altri due studi hanno confermato la tendenza dei Marziani a mentire più spesso e volentieri delle Venusiane. Nel primo studio fatto un sito web britannico di comparazione assicurazioni, Paying TooMuch.com, gli uomini hanno ammesso di mentire almeno 3 o 4 volte a settimana per una media di 208 volte l’anno, contro le 156 volte delle donne; nel secondo studio commissionato da Bmw Financial Services la percentuale aumenta, l'uomo viaggia su una media di 3 bugie al giorno, totalizzando 1.092 bugie in un anno, la donna, invece, non supera le due bugie quotidiane, per un totale di 728 all'anno.
Anche se ci sono bugie frequenti comuni tra i due pianeti la frequenza con cui vengono dette le stesse bugie è diversa secondo la ricerca commissionata da Bmw Financial Services.
La classifica delle bugie più ricorrenti provenienti dal pianeta Marte:
  1. “non ho bevuto molto”
  2. “sto bene, non c'è nulla che non va”
  3. “il cellulare non prendeva”
  4. “non ho speso molto”
  5. “sto arrivando”


La classifica delle bugie più ricorrenti provenienti dal pianeta Venere:
  1. “sto bene, non c'è nulla che non va”
  2. “non so dove sia, io non l'ho toccato”
  3. “non ho speso molto”
  4. “non ho bevuto tanto”
  5. “ho mal di testa”.


I ricercatori McCornack e Parks (1990) hanno inoltre cercato di scoprire se ci siano differenze tra uomini e donne nella capacità di scoprire una bugia del proprio partner. A cinque coppie di fidanzati sono stati presentati dei frammenti di registrazione nei quali i rispettivi partner dicevano la verità o una bugia. I risultati hanno indicato che le donne riescono maggiormente a scoprire che il partner sta mentendo, indipendentemente dal grado di sviluppo della relazione e della maggiore conoscenza del proprio partner.
Una spiegazione a questo risultato potrebbe essere che le donne hanno un ruolo sociale improntato maggiormente alla discriminazione delle emozioni dell’altro, e quindi sono maggiormente concentrate sui segnali non verbali della comunicazione, che proprio a questo servono oltre che a fornire feedback e segnali di sincronizzazione con l’altro. E’ proprio nella comunicazione non verbale che sembra più facile riconoscere indici di menzogna, di conseguenza le donne possono apparire più abili degli uomini a riconoscere una bugia.
Anche se gli abitanti di Marte sono stati individuati dalle ricerche come più bugiardi delle abitanti di Venere, quando si parla di frottole online le bugie fioccano da entrambi i pianeti portando uomini e donne verso un ex equo.
Ali Hortacsu, Gunther J. Hitsch e Dan Ariely (2004) hanno analizzato i dati di circa 30.000 utenti provenienti da uno dei principali siti d’incontri statunitense, divisi fra Boston e San Diego. Sia gli uomini che le donne hanno mentito nel proprio profilo sull’altezza (in media 2,5 cm più alti della media nazionale), sul peso (10 kg in meno della media nazionale), sulla bellezza (dichiarandosi “sopra la media” nel 70% dei casi per le donne e nel 67% dei casi per gli uomini).
Beatifulpeople.com, un celebre sito internazionale d'incontri a cui possono iscriversi solo persone belle dopo aver superato un dura selezione, ha commissionato un sondaggio all'agenzia di ricerca Opinion Matters che ha dimostrato che gli uomini, per apparire più affascinanti, mentono principalmente sul loro lavoro, sulla propria altezza e in generale sul fisico (spesso descritto come quello di un atleta) e le donne nascondono il loro vero peso, l'età e le proprie forme. L’uomo quando è online dichiara di guadagnare più per far apparire il proprio lavoro più interessante, si dichiara qualche centimetro più alto, e sistema i chili per dimostrarsi atletico: il fisico atletico e sportivo è d’obbligo come un lavoro prestigioso. La donna quando è online dichiara di avere qualche chilo in meno, di essere più giovane e avere un seno più prosperoso, ma non mancano le bugie legate all'altezza e alla propria condizione economica.

Quindi pur di costruire un curriculum dell’amore appetibile, e creare opportunità di incontro, sia uomini che donne sono disposti mentire, aggiungendo qualche centimetro, togliendo un chiletto qua e là, scalando qualche mese per ridurre l’età, ma quando poi la “realtà virtuale” si incontra con la “realtà reale” forse il perdono non è così difficile perché si sa… siamo tutti bugiardi!