Abbi dubbi

Il criterio della verita`basato sull'evidenza, sembrerebbe un'affermazione banale ma non lo era in un epoca dominata dal Cristianesimo. L'unica certezza dell'uomo e` il privilegio di dubitare ed il dubbio non e` espressione della verita` ma la sua base, il motore di ricerca della conoscenza e lo sapeva bene Cartesio. Inserendosi nell'ambito della rivoluzione scientifica, Cartesio si propose di ricercare la verità attraverso la filosofia; per fare questo, egli ne spostò il baricentro dal "fine" al "mezzo", cioè concentrandosi più sul metodo da seguire che sugli obiettivi da raggiungere. In maniera simile a Bacone (ma partendo da una prospettiva opposta), egli intendeva ricostruire l'«edificio del sapere», fondandolo su un'autonomia della ragione. Nacque così il concetto di sistema filosofico, ossia di un sistema che viene costruito a partire dalle fondamenta.
 
Cartesio ritenne che criterio basilare della verità sia l'evidenza, ciò che appare semplicemente e indiscutibilmente certo. Dopo aver scartato la possibilità che una tale evidenza scaturisca dalla percezione sensibile, o anche dalle conoscenze matematiche e geometriche, Cartesio si convinse che l'unica certezza che resta all'uomo è il fatto in sé di dubitare, perché nel dubbio non si può dubitare del dubbio stesso. Egli in un certo senso riprese Agostino, ma capovolgendone la prospettiva: per Agostino, infatti, il dubbio era espressione della verità (e questa ne rimaneva al di sopra); Cartesio invece affermò che il dubbio fa scaturire la verità, cioè precede la verità stessa. Il fatto di dubitare (Cogito) è la condizione che mi permette di dedurre l'essere o la verità: Cogito ergo sum, ovvero «dubito, quindi sono». Il dubbio, così, diventa "metodico": arrivando a giustificarsi da sé (e non sulla base della verità), esso stesso si assume il compito di distinguere il vero dal falso. Ne derivò una frattura tra la dimensione gnoseologica (cioè della conoscenza) e quella ontologica, tra res cogitans e res extensa, in virtù del fatto che l'essere risultò sottomesso al pensiero, e la verità concepita come oggetto da possedere.
Partendo dalla certezza di sé, Cartesio quindi arrivò, formulando tre prove ontologiche, alla certezza dell'esistenza di Dio, che nella sua concezione è bene e pertanto non può ingannare l'uomo: Dio si renderebbe garante del metodo, permettendo al filosofo di procedere alla creazione del suo edificio del sapere. In tal modo egli cadde agli occhi dei contemporanei in un dualismo circolare: partendo dal pensiero logico giungeva alla dimostrazione di Dio, sulla quale però si basava a sua volta per giustificare lo stesso pensiero logico.
La posizione di Cartesio ricevette per questo le critiche di Blaise Pascal, fautore di un ritorno alla tradizione agostiniana:secondo Pascal, Cartesio si era servito di Dio come mezzo anziché come fine. Pascal fu inoltre anticipatore di un certo esistenzialismo cristiano, che respingeva le pretese della ragione di potersi fondare da sola.

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