domenica 11 dicembre 2016

Il rinnovarsi delle cose che cambiano

  













  By F. Guzzardi

Sono le cose che cambiano, hanno il senso della memoria, si cibano di illusioni e delle cose che restano, sono le appendici dell'io genetico, che ci porta ad errare sempre. Questo e` un estratto di una memoria degli emigranti Italiani in America ma potrebbe essere anche un altro popolo, uno a caso, Siriano, Palestinese o altro. E` un pezzo di una vecchia storia, troppo vecchia, gia` dimenticata e rinnovata in altre salse, piu` moderne , adatte al ciclo della vita.

Nella storia e geografia (anche per uso scolastico) scritta
da un certo Hendrick Villen Von Loon pubblicata in Filadelfia
nel 1922, si legge: " I greci ebbero i loro rivali. Noi chiamiamo
romani questi rivali. Ora voi li vedete ogni giorno. Essi non conquistano
più il mondo come i loro antenati ma sono sporchi e lavorano nelle  ferrovie o vendono le banana e le nocciuole."
Una professoressa della "Western Review" dette ai suoi scolari il seguente tema: "Enumerate le ragioni dell'inferiorità degli Italiani agli Americani."
Un ufficiale della città di Cleveland, invitato a parlare in
una chiesa disse: "I violatori della legge della proibizione (delle
bevande alcooliche) sono per la maggior parte italiani. Io caricherei
questa gente su vapori e li affonderei in alto mare."

E di esempi simili se ne potrebbero citare a centinaia !
A tutto questo si aggiunge la ragione etnica profonda dell'invidia,
e molte volte dell'odio, di cui è circondato l'Italiano in
America, e che risale al carattere stesso cosmopolita della popolazione
del paese. 
Gli Stati Uniti non possono ancora accampare
una razza propria. Solo oggi van facendo sforzi ciclopici per formarsi
una nazionalità tipica, tutta sua. Popoli d'ogni stirpe e
nazione son qui venuti, e continuano a venire. Finora il paese è
stato campo di gigantesche competizioni di razze. Dai vari  connubi
sorge la presente generazione di questo paese ove la popolazione,
americanizzata a mezzo degli sforzi del Governo, ha finora
cercato di escogitare leggi e di dettare ordini tali da mantenere
la compagine nazionale e, nello stesso tempo, di non urtare
gl'interessi, la suscettibilità e la sentimentalità dei popoli
dalle varie razze.

In una popolazione così fatta di mescolanze, il più forte è
quello che vince e che domina. L'imposizione finora venne dettata
per lo più dagli Anglo-Sassoni; da qualche tempo gl'Irlandesi
un giorno disprezzati (come oggi lo sono gl'Italiani) si sono
avanzati seguiti subito dai Tedeschi; anche i Polacchi si affacciano
all'orizzonte della vita pubblica; su di tutti, poi, si stendono
i tentacoli della razza Ebrea che, in questo paese, ha finalmente
trovato l'Eldorado della sua errante vita.
Naturalmente il pregiudizio di razza, l'invidia, il timore, la
ostilità palese ed occulta degli altri popoli che temono il nostro
genio e che scorgono in noi la razza forte sono le influenze
sempre pronte ad esagerare i nostri difetti, ad esporci nella più
sinistra luce, nel mentre che, con deliberata malizia, si ignora o
travisa quel che ci torna a gloria ed onore.
E' una continua opera di "svalutazione" d'ogni cosa, o impresa,
o avvenimento italiano elevato, che si opera, comunque ed
ovunque, ai nostri danni.
La vita dell'Italiano in America, dunque, negli ultimi cinquanta
anni o poco più, è stata tutta una tristissima odissea.
Questa nostra povera emigrazione non registrò nel libro della
sua storia che pagine di dolore. Le più violente esplosioni di
xenofobia della popolazione indigena (che di solito si commuove
fino al delirio per le sofferenze d'un cane, d'un gatto o d'un cavallo)
si abbatterono sui rampolli randagi della razza nostra. E'
incredibile la barbara persecuzione a cui sovente furono fatti
segno, dalla plebe briaca d'odio e di vendetta, ad ogni minimo,
insignificante, stupido pretesto, gl'Italiani.
E' un fatto che la nostra derelitta, eternamente errante popolazione
fu vittima di persecuzione selvaggia, accanita, diuturna:
dai delittuosi avvenimenti di New Orleans, allorché parecchie
diecine di Italiani furono trucidati, al povero operaio angariato,
insultato, battuto, ucciso, nelle miniere, per le campagne,
nelle fabbriche ; dai linciaggi quotidiani negli Stati del Sud,
agli assalti vigliacchi contro il derelitto "guinea", alla caccia feroce
del malcapitato "dago" per le vie popolose delle grandi città,
fino agli sbalorditivi, luttuosi fatti idi West Frankfort, nell'Illinois
— recenti — allorché tutta una Colonia Italiana (in maggioranza
composta di Emiliani e Marchigiani) dovette lasciare
il suo tetto, il suo pane, il suo bestiame, tutte le cose care della
sua vita nuova, sollevare a braccia i suoi malati, le sue donne, i
suoi vecchi, i suoi bambini, e risalire la via del calvario, nel buio,
verso l'ignoto, lasciando dietro di se traccie di sangue, poveri
corpi sbranati dalla canaglia furibonda, che incalzava ancora,
implacabile!... Lo stesso accadde — recentissimamente — a Beaverdale,
Pa.
Ricordiamo che nel 1915 una intera colonia onesta e laboriosa
veniva minacciata di orribile punizione se non lasciava
Bedford, Indiana ; nello Stato del Mississippi i nostri operai nel
1913 vennero fatti segno a crudeli sevizie ed ai fanciulli italiani
veniva perfino proibito, come ai Giapponesi ed ai Cinesi, in California
ed altrove, di frequentare le scuole pubbliche. Un connazionale
che osò alzare la voce, protestando, fu impiccato!

sabato 10 dicembre 2016

Le banche di Renzi e quelle della Boschi












by F. Guzzardi

Ecco cos’è il decreto salva-banche, le cause e le conseguenze del fallimento delle 4 banche riassunti in 5 punti.
1) Le cause del fallimento di Banca Marche, Carichieti, Carife e Banca Etruria
  • Banca Marche,
  • Carichieti,
  • Cariferrara,
  • Banca Etruria.
Perché queste banche sono fallite?
Le cause principali risiedono in operazioni spericolate, perdite senza fine e crediti in sofferenza generati spesso da concessioni creditizie di dubbia solvibilità.

Banca Marche
Per quel che riguarda Banca Marche, la crisi della banca è scaturita da concessioni “libertine” di prestiti, erogati per gran parte dal vecchio Cda e dall’ex-ad della banca Massimo Bianconi.
I prestiti erogati si sono ben presto trasformati in crediti incagliati per un valore complessivo di oltre €3 miliardi e che hanno convinto Bankitalia a chiedere il commissariamento della banca marchigiana nel 2011 (nel 2012 la banca rivelò un buco di bilancio pari a €512 milioni).



Banca Etruria, la banca di Boschi e Renzi?

In realta`la Banca Etruria sembra abbia avuto un percorso simile a quello di banca Marche. La banca laziale, deve pero` la sua notorieta al padre del ministro Boschi che ne era vice-presidente, tra il 2011 e il 2013 ( quindi abbastanza irrilevante nel tentativo di salvataggio)  ha visto allargare l’ammontare dei crediti deteriorati a livelli insostenibili.
Crediti deteriorati che, molto spesso, venivano generati da prestiti concessi sempre in maniera troppo libera.

Visto l’ammontare di crediti deteriorati sempre più pesante nel bilancio della banca, il management ha deciso di compiere operazioni di copertura attraverso l’acquisto di titoli di Stato che, effettivamente, hanno generato ingenti profitti e hanno aiutato in parte a coprire le sofferenze.
Nel 2015 però Bankitalia decide di commissariare la banca, reputando il trading sui titoli di Stato troppo pericoloso e soprattutto vista la situazione finanziaria della banca emersa dalle trimestrali 2014 (buco di bilancio di €120 milioni).
Carichieti
Nel 2014 arriva il commissariamento anche per Carichieti visto l’ammontare dei crediti in sofferenza pari a €430 milioni e la perdita da circa €300 milioni dell’istituto di credito abruzzese. Le perdite e i crediti in sofferenza sembra che siano stati causati da prestiti facili erogati ad imprenditori abruzzesi.
Carife
Diverso, invece, il discorso per Carife la quale ha dichiarato perdite per €376 milioni. Perdite generate principalmente da investimenti immobiliari non redditizi effettuati attraverso l’Sgr Vegagest.

2) Decreto salva-banche: cos’è? In cosa consiste?

Per permettere il salvataggio di queste 4 banche, il Governo vara l’ormai famoso decreto salva-banche. Attraverso il decreto si fa in modo di scorporare le parti deteriorate delle banche in una bad bank mentre, per le parti sane, vengono costituite 4 nuove banche capitanate dall’ex manager di Unicredit Roberto Nicastro.
Le nuove banche verranno messe presto all’asta, cercando di massimizzare il profitto in modo da remunerare il fondo di Risoluzione.
A cosa serve il fondo di Risoluzione?
Il fondo di Risoluzione sarà utile a rifinanziare le banche ponte costituite con le parti sane degli istituti di credito falliti.
Questo fondo sarà finanziato completamente dalle banche italiane quali Ubi banca, Unicredit, Intesa San Paolo e via discorrendo, per un importo totale di €3,6 miliardi.
I crediti in sofferenza confluiti nella bad bank verranno svalutati di un 70-80% in modo da permettere un più facile smaltimento degli stessi.

3) Salva-banche: le conseguenze per i risparmiatori

La parte del decreto sul quale si sono accese feroci polemiche riguarda il coinvolgimento di azionisti e obbligazionisti subordinati che risponderanno in solido del fallimento delle banche. Il decreto, infatti, prevede la svalutazione totale delle azioni dei 4 istituti di credito e la conversione coatta delle obbligazioni subordinate in azioni.
Cosa sono le obbligazioni subordinate?
I bond subordinati sono uno strumento finanziario di debito che è una via di mezzo tra un titolo azionario ed un’obbligazione. Il detentore del bond subordinato riceve delle cedole da parte dell’emittente anche se, tuttavia, non garantisce l’esenzione dal rischio di impresa al possessore dell’obbligazione.
In termini sintetici, gli obbligazionisti subordinati possono essere definiti come creditori di serie B (in caso di fallimento vengono prima liquidati dipendenti, creditori, obbligazionisti e, nel caso delle banche, i correntisti, almeno per ora).
In questo modo circa 150.000 risparmiatori hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita (portando, come tristemente noto, al suicidio di un pensionato 68enne) di cui 130.000 sono azionisti e 20.000 obbligazionisti subordinati.
E’ stato calcolato che, in totale, i risparmiatori degli istituti di credito ci hanno rimesso circa €1,2 miliardi.
Il decreto adottato dal Governo sembra ricalcare in parte la nuova normativa europea del Bail-in che coinvolge correntisti ed obbligazionisti nel caso di insolvenza bancaria.
Per ulteriori approfondimenti leggere qui).

4) Sviluppi: le soluzioni del Governo per aiutare gli obbligazionisti subordinati

Dopo le forti proteste dei risparmiatori, il Governo sta cercando di trovare una soluzione per cercare di risarcire in parte gli obbligazionisti subordinati. Al vaglio del Governo ci sarebbe la possibilità di costituire un Fondo di solidarietà, finanziato in minima parte da soldi pubblici per non violare le regole UE sugli aiuti di Stato, attraverso il quale si risarcirebbe di circa il 30% ogni obbligazionista subordinato.
In più, il Governo starebbe pensando di erogare crediti di imposta ai risparmiatori danneggiati utilizzabili nel corso degli anni in modo da alleviare ulteriormente la situazione economica di questi ultimi.

5) UE contro l’Italia, associazioni dei consumatori scendono in campo

Una svolta è arrivata nella giornata di ieri nella quale il commissario europeo ai servizi finanziari, Jonathan Hill, ha dichiarato che gli strumenti finanziari venduti dalle banche fallite sono stati ceduti a persone ignare dei rischi che stavano correndo - additando, inoltre, colpe di scarsa vigilanza alle autorità italiane.
Attraverso queste parole, il commissario europeo sembra che abbia connotato il reato di truffa su quanto accaduto ai risparmiatori.
Denunce per truffa già pervenute nei tribunali italiani dalle associazioni dei consumatori quali Adusbef, Federconsumatori e Codacons che sono scese al fianco dei risparmiatori danneggiati o “truffati”.
Le associazioni hanno già dichiarato che presenteranno ricorso al Tar del Lazio contro il decreto salva-banche e che avvieranno class action e denunce di natura sia civile che amministrativa che penale nei confronti dei vertici delle 4 banche fallite, di Bankitalia e Consob con quest’ultime ree di non aver vigilato correttamente sulla situazione degli istituti di credito falliti.





mercoledì 7 dicembre 2016

Mai dire....soli






By Renata Agazzi
Chiudersi in un mondo talmente privato da essere condiderato unico è  sinonimo di paura di vivere.  Le nostre considerazioni più profonde sul senso della vita, non possono che farci apparire ,agli occhi altrui , come anime perse,dal nulla come "Angeli" vendicatori del nostro affascinante mondo interiore.
La solitudine,prima Donna, in questo gioco malizioso, ci accompagna e foraggia i nostri pensieri più  singolari con sofisticata esperienza.Sotto la coltre spessa e ghiacciata, di solitudini antiche, albergano sentimenti puri di persone delicate e sensibili , che non vendono facilmente al sapere comune ,le loro schiavitù  intellettuali.
Introspezioni umanamente criticabili..s'impossessano del ..Noi..e ci fanno sembrare colorato e positivo ,un mondo talvolta triste..perché disamorato..
Cosa dire dell'Amare..provare sentimenti astratti e simulazioni ingenue ,di un miraggio affascinante ,o solo gnaulenti retaggi di legami immaginati?!
Eppure quando ci "rotoliamo" nel condividere questo sentire..ecco che stranamente lasciamo i nostri rifugi e sapientemente camminiamo sotto la tempesta..si..la terribile e meravigliosa emozione che ci rende in balia di noi stessi...così fragili da non poterci riconoscere come isole..ma arcipelaghi di un nuovo universo
Il nuovo mondo ci accoglie e anche se difficile da gestire ,almeno potremo appoggiarsi ad altri individui..assetati come noi
..mai dire. ..soli.


giovedì 1 dicembre 2016

Lettera alla mia migliore amica




by Giusi Nigro
Ti conosco da quando eri bambina, ti ho vista crescere ed ho notato in te quella espressione triste, gli occhi piangenti di chi ricorda cio’ che vorrebbe dimenticare. Hanno tirato I tuoi capelli e ti hanno forzata a fare cio’ che tu, incredula, hai stentato a credere, in quell’angolo buio dove tracce di sangue cancellate dalla pioggia ma che tu ancora vedi e che ti lacerano dentro ogni volta che ripensi la scena. Di notte, non sogni piu’ di essere afferrata con violenza, buttata a terra e sovrastata da due mostri, ma sogni di essere forte e combattente: una notte spari, munita di fucili a canna, la notte successiva li tagli con un coltello da cucina, e ancora li pugnali o li leghi. Di notte, nella tua solitudine sei forte, non sei impotente come quella sera, dichiari vittoria. Poi ti svegli piangendo e la realta’ ti si spiaccica davanti sfrontata. L’ennesima doccia cancella come a scrollarti di dosso quell’odore, quelle mani sporche che si infiltrano tra le mutande, e lasci l’acqua scorrere su quell’innocenza rubata.

Anni e anni di “Perche’ me?” e perche’ te? Non avrai mai una risposta, non riuscirai mai a capire, non c’e’ un perche’, eri quella di turno, tutto pur di predominare, come l’istinto bestiale di chi non ha freni davanti ad un debole, come quella vittoria temporanea che ti da il titolo di campione per un momento, come i perennemente perdenti che cercano di rifarsi e agiscono in gruppo per darsi la carica, per sentirsi meglio, quei malati di mente che collezionano trofei, trofei finti, immaginari, dovuti solo alla forza fisica contro qualcuna piu’ fragile, e piu’ debole. Non eri tu il mirino, solo la tua gonna. 

L’umiliazione subita e il silenzio sono stati un macigno per te che ti sei portata dietro per lunghi anni, il giudizio della gente che non poteva sapere. Quelle parole pesanti che rimbombano ancora “ lei c’e’ stata!” di chi non era presente ma voleva credere alle vittorie raccontate. Il giudizio popolare di paese che protegge gli assalitori e fa strage della vittima. Tu eri piccola, innocente, impaurita, indifesa, non potevi sapere che ti saresti pentita del silenzio, che se avessi avuto una guida, li avresti mandati volentieri in prigione. Hai creduto alle minacce: “se parli sei morta!” e sei morta lo stesso.
Vivere come non esistere, sentirsi invisibili e meno di niente, credere di essere sbagliati, abbandonarsi a pensieri scadenti, vili contro se stessi, incolparsi: “Me lo sono meritato, mi sono fidata”, non merito niente di buono, scelgo sempre le cose sbagliate perche’ io sono sbagliata, rifiuto delle cose belle.

No, non sei sbagliata, occorreva quel terapista a mettertelo in testa. Tu o un’altra sarebbe stato lo stesso. Non vergognarti, non farli vincere, devono vergognarsi loro del crimine che hanno commesso, quei luridi stinchi da galera, non li hai denunciati, non per complicita’, ma per paura, per irresponsabilita’, perche’ nessuno insegna ad una ragazzina come comportarsi in questi casi.

Siamo educati alla vergogna, alla derisione della verita’ come in un piccolo centro dove si puo’ perpetrare una violenza e saranno tutti dalla parte del forte, anche se il forte non e’ nel giusto.
Non puoi cancellare il passato, lo so, che pesera’ per sempre, ma fa si che il peso che ti porti dietro, ti porti fortuna. Guardati dentro, tu non sei come loro, tu sei di piu’, tu sei sensibile, profonda, e sei quello che loro vorrebbero, tu sai ballare, danzare sotto la pioggia, guardare le stelle e luccicare con loro, tu sai guardare l’orizzonte e creare altre linee congiunte, tu sai ispirare. Guarda loro e chiediti “che sanno fare? Chi frequentano? “. 

Tu sei il successo vivente che dal male si puo’ guarire. Guarda i tuoi occhi pieni di luce, guardali dentro, riflettono quell’equilibrio che hai tanto cercato, dicono che il passato sta dietro e bisogna andare avanti, elencano i costi pagati, strapagati ma estinti. Ora e’ il tuo turno di vivere, fallo, non esitare, abbi il coraggio di cambiare tutto cio’ che non ti piace, stai lontana da gente inutile, ridi!
Ricordi quando ridevi per non piangere? Carissima amica, non sara’ piu’ cosi’, la vedo io quella luce nei tuoi occhi, quella forza di chi guarisce dopo una malattia terminale, quella grinta di chi lotta e vince contro un orso. Quella loro risata da strega che rimbombava nelle tue orecchie, adesso e’ il tuo sorriso di felicita’, calma, tranquillita’ comprensione che il male non e’ una droga di cui assuefarsi, ma e’ una vittoria contro il dolore, e’ forza, e’ metterci l’anima. Il resto non conta. Ride bene, chi ride ultimo!

Sono orgogliosa di te.
 
La tua amica, 

Giusi Nigro

lunedì 28 novembre 2016

LUCE CHE UNISCE E LUCE CHE FRANTUMA!





Anna Maria Rizzato's Profile Photo
By Anna Maria Rizzato
La tela con “Il martirio di San Lorenzo” fu commissionata a Tiziano da Lorenzo Massolo nel 1546.
Negli ultimi anni della sua lunga vita Tiziano avvia una ricerca di un nuovo rapporto spazio-luce-colore e, in questa tela, la luce diventa elemento disgregatore che prende il racconto pittorico e lo frantuma in mille episodi.
Il santo giace sopra la grata e, come ci narra il Vasari….mezzo sopra la grata, sotto un gran fuoco e alcuni che lo accendono e, perché’ ha pinto una notte, hanno due serventi in mano due lumiere che fanno luce, dove non arriva il riverbero del fuoco che è sotto la grata.
Displaying san Lorenzo 3.jpgLa scena si svolge illuminata da diverse fonti, oltre le fiaccole accese e il fuoco anche il lampo di luce soprannaturale, che squarciano il cielo pesante e nuvoloso. Il tutto si svolge entro uno spazio architettonico classico, ricordo, questo, della permanenza del Cadorino a Roma; anche il corpo del martire ci ricorda modelli antichi.
Tiziano, qui, si dimentica le tradizioni rinascimentali e la sua “mano” diventa esasperatamente impressionista per una ricerca drammatica della “luce”. Il profondo notturno è illuminato da luci interne alla scena e le pennellate rapide e “spesse” sono un preludio alla sua ultima produzione.
“Luce” che quasi annulla gli effetti plastici e “sfrangia” il colore, anzi sfrangia la luce in mille colori.

Drammaticità pittorica che influenzerà Veronese, El Greco, Jacopo Da Bassano e soprattutto il Tintoretto!
Displaying san Lorenzo 2.jpgIl mio amato “Tintor” ha usato e abusato della “disintegrazione” luminosa.
E’ risaputo come Tintoretto creasse dei modelli plastici che illuminava artificialmente per poi realizzare la sua pittura con la massima veridicità.
Verso la conclusione della sua vita, Tintoretto “crea” la sua “Ultima Cena”, con i suoi noti schemi trasversali, ma il tutto “traforato” da lampi e fulgori che spezzano la scena e moltiplicano i nuclei vitali.
Gesù, in piedi, offre il pane al discepolo alla sua destra, ma attorno a Lui tutte le teste risplendono. Dall'alto arriva la luce fumosa di una grande lampada, mentre a destra svolazzano creature celesti che potrebbero da sole illuminare la sala, se la luce del Cristo... non la facesse da padrona!
Una tela allucinante, allucinata, il suo canto del cigno, un uso della “luce” frammentata e potente come la sua fede nell'arte! Come la mia fede nell'arte, che mi ha sempre sorretto nei momenti bui, IN STATO DI GRAZIA  .

domenica 27 novembre 2016

Le bugie vengono da Marte o da Venere?

Related image

by Susanna Casubolo
 Le bugie sono un fenomeno diffuso e hanno lo scopo di facilitare i rapporti interpersonali. Le persone maggiormente interessate all’impressione che hanno sugli altri mentono di più e vedono nella bugia un facile mezzo per costruirsi un’identità sociale più piacevole.
Il 50% delle bugie che vengono dette servono a ottenere vantaggi personali, dare una buona impressione, proteggersi da imbarazzo o disapprovazione (self-oriented lies), l’altro 50% delle bugie dette è diviso equamente tra quelle che vengono dette per proteggere l’interesse degli altri (other-oriented lies) e quelle che vengono dette per favorire le relazioni interpersonali (social-oriented lies).
Ma si mente di più sul pianeta Marte o sul pianeta Venere?
Secondo uno studio (Burgoon, Buller, Granire e Kalbfleish, 1998) gli uomini tendono a dire più bugie a proprio vantaggio (self-oriented lies) mentre le donne tendono a dire più bugie a vantaggio dell’altro (other-oriented) soprattutto nelle interazioni con altre donne, le cosiddette “bugie bianche”.
Altri due studi hanno confermato la tendenza dei Marziani a mentire più spesso e volentieri delle Venusiane. Nel primo studio fatto un sito web britannico di comparazione assicurazioni, Paying TooMuch.com, gli uomini hanno ammesso di mentire almeno 3 o 4 volte a settimana per una media di 208 volte l’anno, contro le 156 volte delle donne; nel secondo studio commissionato da Bmw Financial Services la percentuale aumenta, l'uomo viaggia su una media di 3 bugie al giorno, totalizzando 1.092 bugie in un anno, la donna, invece, non supera le due bugie quotidiane, per un totale di 728 all'anno.
Anche se ci sono bugie frequenti comuni tra i due pianeti la frequenza con cui vengono dette le stesse bugie è diversa secondo la ricerca commissionata da Bmw Financial Services.
La classifica delle bugie più ricorrenti provenienti dal pianeta Marte:
  1. “non ho bevuto molto”
  2. “sto bene, non c'è nulla che non va”
  3. “il cellulare non prendeva”
  4. “non ho speso molto”
  5. “sto arrivando”


La classifica delle bugie più ricorrenti provenienti dal pianeta Venere:
  1. “sto bene, non c'è nulla che non va”
  2. “non so dove sia, io non l'ho toccato”
  3. “non ho speso molto”
  4. “non ho bevuto tanto”
  5. “ho mal di testa”.


I ricercatori McCornack e Parks (1990) hanno inoltre cercato di scoprire se ci siano differenze tra uomini e donne nella capacità di scoprire una bugia del proprio partner. A cinque coppie di fidanzati sono stati presentati dei frammenti di registrazione nei quali i rispettivi partner dicevano la verità o una bugia. I risultati hanno indicato che le donne riescono maggiormente a scoprire che il partner sta mentendo, indipendentemente dal grado di sviluppo della relazione e della maggiore conoscenza del proprio partner.
Una spiegazione a questo risultato potrebbe essere che le donne hanno un ruolo sociale improntato maggiormente alla discriminazione delle emozioni dell’altro, e quindi sono maggiormente concentrate sui segnali non verbali della comunicazione, che proprio a questo servono oltre che a fornire feedback e segnali di sincronizzazione con l’altro. E’ proprio nella comunicazione non verbale che sembra più facile riconoscere indici di menzogna, di conseguenza le donne possono apparire più abili degli uomini a riconoscere una bugia.
Anche se gli abitanti di Marte sono stati individuati dalle ricerche come più bugiardi delle abitanti di Venere, quando si parla di frottole online le bugie fioccano da entrambi i pianeti portando uomini e donne verso un ex equo.
Ali Hortacsu, Gunther J. Hitsch e Dan Ariely (2004) hanno analizzato i dati di circa 30.000 utenti provenienti da uno dei principali siti d’incontri statunitense, divisi fra Boston e San Diego. Sia gli uomini che le donne hanno mentito nel proprio profilo sull’altezza (in media 2,5 cm più alti della media nazionale), sul peso (10 kg in meno della media nazionale), sulla bellezza (dichiarandosi “sopra la media” nel 70% dei casi per le donne e nel 67% dei casi per gli uomini).
Beatifulpeople.com, un celebre sito internazionale d'incontri a cui possono iscriversi solo persone belle dopo aver superato un dura selezione, ha commissionato un sondaggio all'agenzia di ricerca Opinion Matters che ha dimostrato che gli uomini, per apparire più affascinanti, mentono principalmente sul loro lavoro, sulla propria altezza e in generale sul fisico (spesso descritto come quello di un atleta) e le donne nascondono il loro vero peso, l'età e le proprie forme. L’uomo quando è online dichiara di guadagnare più per far apparire il proprio lavoro più interessante, si dichiara qualche centimetro più alto, e sistema i chili per dimostrarsi atletico: il fisico atletico e sportivo è d’obbligo come un lavoro prestigioso. La donna quando è online dichiara di avere qualche chilo in meno, di essere più giovane e avere un seno più prosperoso, ma non mancano le bugie legate all'altezza e alla propria condizione economica.

Quindi pur di costruire un curriculum dell’amore appetibile, e creare opportunità di incontro, sia uomini che donne sono disposti mentire, aggiungendo qualche centimetro, togliendo un chiletto qua e là, scalando qualche mese per ridurre l’età, ma quando poi la “realtà virtuale” si incontra con la “realtà reale” forse il perdono non è così difficile perché si sa… siamo tutti bugiardi!

lunedì 17 ottobre 2016

Il bambino senza tempo



"Il bambino senza tempo" e` il nuovo libro e primo romanzo di Michele Iacono.
L'autore del saggio : " Il silenzio, il segno e la parola", si propone in una nuova veste di romanziere e lo fa` sottomettendosi alle nuove leggi del marketing editoriale che trova uno sbocco importante attraverso il Crowfunding.
   Si tratta di un libro interessante, narrato con il piglio dello scopritore, in una Palermo che ferma il tempo per riportare alla vita un bambino vittima dell'ignoranza umana.
Il racconto, di cui potete leggere una breve anteprima a questo indirizzo: Il bambino senza tempo, prende lo spunto da un fatto di cronaca: la morte di un bambino in un paese del Medio Oriente…
Alfredo Bonafede, un uomo di mezza età dalla vita anonima, leggendo la notizia rimane profondamente colpito dalla frase pronunciata dal bimbo in punto di morte: “Lo dirò a Dio”. Da quel momento il protagonista rimane intrappolato in una sorta di sogno tra le strade del centro storico della città di Palermo e per tutto il romanzo non riesce più a uscirne. Crede o s’illude di poter salvare realmente il bambino da quella morte orribile, tornando indietro nel tempo, un attimo prima che la bomba esploda… Ad accompagnarlo in questa avventura ci sono strani personaggi che incontra tra una piazza e l’altra di Palermo. In questo microcosmo di umanità, che si dibatte tra le assurdità e la realtà dell’esistenza, si sviluppano i temi del rapporto tra Dio e l’uomo, della moralità e delle illusioni che la cultura si è costruita. Il tempo della narrazione è dettato da un orologio particolare che ha la caratteristica di far ricominciare ogni volta la storia daccapo.

   La campagna Crowfunding, procede con successo per pochi giorni ancora. I preordini per questo libro si possono effettuare presso: Bookabook. Allo stesso indirizzo, potete trovare commenti e comunicazione con l'autore.


Michele Iacono
Sono nato a Termini Imerese nel 1954. Laureato in Pedagogia, lavoro per l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, in un servizio per le tossicodipendenze da circa 30 anni, con esperienze anche nel campo della salute mentale giovanile e adulta. Mi occupo da molti anni di prevenzione nelle scuole con progetti concernenti le sostanze stupefacenti, alcol, fumo, inclusione sociale ecc. Nel 2011 ho pubblicato una ricerca triennale relativa al mondo giovanile e all’uso di internet con Publiedit. Per curiosità intellettuale ho scritto anche un saggio sulla comunicazione umana. Amo dipingere e fotografare ed ho al mio attivo diverse mostre realizzate nell’arco di un ventennio.
Michele Iacono on sabfacebook

venerdì 12 agosto 2016

LA STRANA TEORIA DELLA LUCE E DELLA MATERIA

Inauguro oggi , una serie di letture di libri  che muovono la mia curiosita` e che spero muovano anche la vostra. Divisi in piu` parti , nell'ordine di una parte per settimana, al fine di non annoiarmi e annoiarvi.
   In questo libro, con stupefacente chiarezza, un grande fisico ci spiega come tutto cio che
percepiamo dipenda da accadimenti naturali che violano ogni aspettativa del senso comune. La via
scelta e la seguente: guidare, come in un vero tour de force, ogni testa pensante negli impensabili
meandri dell'elettrodinamica quantistica (abbreviata nella sigla QED del titolo). Feynman procede
dunque mantenendo sempre la spiegazione in stretto contatto con l'esame di varie esperienze
fisiche, cosi da farci entrare, improbabilmente, nella mente dello scienziato che le osserva (e, per
certi fenomeni, la prima mente che osservava fu proprio la sua).


Richard P. Feynman



 
QED


LA STRANA TEORIA DELLA LUCE
E DELLA MATERIA

PREMESSA

Le Alix G. Mautner Memorial Lectures sono state concepite per onorare la memoria di mia moglie Alix, morta nel 1982. Oltre ai suoi interessi professionali, che riguardavano la letteratura inglese, Alix coltivò sempre una vivissima curiosità per molti settori della scienza. Sulla spinta del suo esempio, è stato quindi deciso di creare una fondazione a suo nome avente come scopo di finanziare un ciclo di conferenze, da tenersi ogni anno, il cui obiettivo sia di comunicare a un pubblico intelligente e avvertito lo spirito e le conquiste della scienza.
Con mio enorme piacere Richard Feynman ha accettato di tenere la prima serie di queste conferenze. L'amicizia tra me e Richard è ormai vecchia di cinquantacinque anni, essendo nata quando eravamo bambini insieme a Far Rockaway, nello Stato di New York. Quella tra lui e Alix cominciò ventidue anni fa. In nome di questa amicizia Alix a lungo cercò di persuaderlo a formulare un'esposizione della fisica delle particelle che fosse comprensibile a lei e a tutti i non fisici.
Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno generosamente contribuito alla Fondazione Alix G. Mautner, aiutando così a rendere possibili queste conferenze.
 
Leonard Mautner
Los Angeles, California
Maggio 1983


PREFAZIONE

Richard Feynman è leggendario nel mondo della fisica per il suo modo di guardare alla realtà: la sua assenza di preconcetti e la sua indipendenza di pensiero gli hanno sovente permesso di raggiungere una comprensione nuova e profonda del comportamento della natura, e di darne descrizioni che sono insieme semplici, eleganti e stimolanti.
Feynman è anche famoso per il suo entusiasmo di maestro. Rifiuta innumerevoli offerte di tenere conferenze per società e organizzazioni prestigiose, ma è sempre disponibile per lo studente che vada a chiedergli di parlare al club di fisica del suo liceo.
Questo libro è un'impresa che non ci risulta sia mai stata tentata prima: esporre in modo piano e senza infingimenti, per un pubblico di non specialisti, un argomento non poco difficile come la teoria dell'elettrodinamica quantistica. Lo scopo è di dare al lettore non specialista un'idea delle forme di pensiero a cui i fisici sono ricorsi per poter spiegare il comportamento della Natura.
Il lettore che stia progettando di studiare fisica, o che lo stia già facendo, lungi dal dover «disimparare» qualcosa leggendo questo libro, vi troverà una descrizione completa e accurata in ogni dettaglio di una struttura teorica alla quale è possibile collegare, senza alcuna modifica, concetti più avanzati. A coloro che hanno già studiato fisica, questo libro rivelerà che cosa in realtà si nascondeva dietro tutti i loro calcoli complicati.
La curiosità per il calcolo infinitesimale venne al giovanissimo Richard Feynman da un libro che si apriva con queste parole: «Ciò che è possibile a uno sciocco è possibile a tutti gli altri». Egli vuole dedicare questo libro ai suoi lettori con parole simili: «Ciò che è comprensibile a uno sciocco, è comprensibile a tutti gli altri».
 
Ralph Leighton


Pasadena, California
Febbraio 1985


RINGRAZIAMENTI

Questo libro contiene il testo delle lezioni sull'elettrodinamica quantistica da me tenute all'UCLA (University of California, Los Angeles), trascritte e redatte dal mio buon amico Ralph Leighton; alla sua preziosa esperienza di insegnante e di scrittore devo i molti miglioramenti del testo originale che permettono di presentare questa parte fondamentale della fisica a un pubblico più vasto.
Molte «volgarizzazioni» scientifiche raggiungono un'apparente semplicità solo a costo di descrivere qualcosa di diverso da ciò che affermano di descrivere, e anzi di notevolmente distorto. Il rispetto per l'argomento trattato non ci ha permesso di fare altrettanto. Attraverso molte ore di discussione ci siamo sforzati di raggiungere la massima semplicità e trasparenza, rinunciando però a qualsiasi compromesso che portasse a una distorsione della verità.
 
Richard P. Feynman

sabato 21 maggio 2016

Abbi dubbi

Il criterio della verita`basato sull'evidenza, sembrerebbe un'affermazione banale ma non lo era in un epoca dominata dal Cristianesimo. L'unica certezza dell'uomo e` il privilegio di dubitare ed il dubbio non e` espressione della verita` ma la sua base, il motore di ricerca della conoscenza e lo sapeva bene Cartesio. Inserendosi nell'ambito della rivoluzione scientifica, Cartesio si propose di ricercare la verità attraverso la filosofia; per fare questo, egli ne spostò il baricentro dal "fine" al "mezzo", cioè concentrandosi più sul metodo da seguire che sugli obiettivi da raggiungere. In maniera simile a Bacone (ma partendo da una prospettiva opposta), egli intendeva ricostruire l'«edificio del sapere», fondandolo su un'autonomia della ragione. Nacque così il concetto di sistema filosofico, ossia di un sistema che viene costruito a partire dalle fondamenta.
 
Cartesio ritenne che criterio basilare della verità sia l'evidenza, ciò che appare semplicemente e indiscutibilmente certo. Dopo aver scartato la possibilità che una tale evidenza scaturisca dalla percezione sensibile, o anche dalle conoscenze matematiche e geometriche, Cartesio si convinse che l'unica certezza che resta all'uomo è il fatto in sé di dubitare, perché nel dubbio non si può dubitare del dubbio stesso. Egli in un certo senso riprese Agostino, ma capovolgendone la prospettiva: per Agostino, infatti, il dubbio era espressione della verità (e questa ne rimaneva al di sopra); Cartesio invece affermò che il dubbio fa scaturire la verità, cioè precede la verità stessa. Il fatto di dubitare (Cogito) è la condizione che mi permette di dedurre l'essere o la verità: Cogito ergo sum, ovvero «dubito, quindi sono». Il dubbio, così, diventa "metodico": arrivando a giustificarsi da sé (e non sulla base della verità), esso stesso si assume il compito di distinguere il vero dal falso. Ne derivò una frattura tra la dimensione gnoseologica (cioè della conoscenza) e quella ontologica, tra res cogitans e res extensa, in virtù del fatto che l'essere risultò sottomesso al pensiero, e la verità concepita come oggetto da possedere.
Partendo dalla certezza di sé, Cartesio quindi arrivò, formulando tre prove ontologiche, alla certezza dell'esistenza di Dio, che nella sua concezione è bene e pertanto non può ingannare l'uomo: Dio si renderebbe garante del metodo, permettendo al filosofo di procedere alla creazione del suo edificio del sapere. In tal modo egli cadde agli occhi dei contemporanei in un dualismo circolare: partendo dal pensiero logico giungeva alla dimostrazione di Dio, sulla quale però si basava a sua volta per giustificare lo stesso pensiero logico.
La posizione di Cartesio ricevette per questo le critiche di Blaise Pascal, fautore di un ritorno alla tradizione agostiniana:secondo Pascal, Cartesio si era servito di Dio come mezzo anziché come fine. Pascal fu inoltre anticipatore di un certo esistenzialismo cristiano, che respingeva le pretese della ragione di potersi fondare da sola.

martedì 16 febbraio 2016

L'industria europea manifesta a Bruxelles per fermare il dumping cinese e rifiutare il MES

Say Yes to Jobs & Fair Trade, Say No to MES for China March on BrusselsBRUXELLES, February 15, 2016
5.000 lavoratori di 17 nazioni europee manfesteranno oggi a Brussels per esortare i leader europei a cessare il dumping e negare alla Cina lo Statuto di Economia di Mercato (MES). 
Milan Nitzschke, portavoce di AEGIS Europe, ha dichiarato: "Stiamo manifestando oggi a Bruxelles a migliaia per dare un chiaro messaggio ai diregenti europei: "SÌ all'occupazione e al commercio corretto; NO al MES per la Cina! ".
AEGIS Europe è un'alleanza di circa 30 settori industriali europei che insieme genera oltre 500 milliardi € di fatturato annuo e milioni di posti di lavoro.
La manifestazione di oggi a Bruxelles inizierà alle 11.30 presso la rotonda Schuman, di fronte alla Commissione europea. I lavoratori e le aziende leader nel settore, provenienti da 17 nazioni europe (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Polonia, Romania, Spagna, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) sono uniti dal Manifesto Industriale Europeo per un Commercio Libero e Corretto.
"Il 75% di tutte le misure antidumping dell'UE coinvolge la Cina.  Nelle ultime settimane, il Commissario europeo per il Commercio Malmström é stato sommerso di nuovi reclami relativi a pratiche sleali da parte della Cina. Mentre giornalemente le fabbriche chiudono in tutta Europa, come può la Commissaria europea parlare pubblicamente di concedere il MES alla Cina? ", ha commentato Nitzschke.
"Gli obiettivi UE per il 2020 comprendono la riduzione di CO2 del 20%, l'innalzamento del tasso di occupazione e l'incremento del contributo dell'industria al PIL portandolo al 20%. Se l'UE dovesse concedere il MES alla Cina, questi obiettivi diventerebbero obsoleti. Il MES lascerebbe l'Europa senza diffese contro una marea di importazioni cinesi che ridurrebbero i posti di lavoro europei e dannegerebbero l'ambiente" ha commentato Nitzschke.
La Commissione europea ha ammesso, lo scorso 9 febbraio in occasione dell'inizio della valutazione d'impatto, che la Cina non è riuscita a dimostrare di essere un'economia di mercato e che il MES rappresenta un rischio reale per l'occupazione e gli investimenti nell'UE.  L'Economic Policy Institute ha stimato che fino a 3,5 milioni di posti di lavoro nell'UE e 228 miliardi € di PIL annuo sono minacciati dalla concessione prematura e unilaterale del MES.
"Concedere il MES alla Cina sarebbe come dare una licenza illimitata al dumping cinese. Oggi il dibattito europeo é concentrato sull'effetto distruttivo del dumping sull'acciaio, i pannelli solari, la ceramica e la fibbra ottica. Se l'UE concede la qualifica di MES alla Cina, ci ritrovermeo presto davanti a un commercio sleale nel settore automobilistico, ma anche nell'ingegneria meccanica, materiali avanzati, telecommunicazioni e tanti altri settori strategici europei ", ha concluso Nitzschke.

SOURCE AEGIS Europe

mercoledì 10 febbraio 2016

Italtel e Telarix lanciano una soluzione per il controllo di reti complesse

ITALTEL Logo
 
L'architettura integrata è già stata messa in campo per uno dei principali service provider globali a livello internazionale 
Italtel, azienda di telecomunicazioni leader nella Network Functions Virtualization (NFV), nei managed services e nella comunicazione All IP, e Telarix, leader di mercato nelle soluzioni di ottimizzazione dell'interconnessione business, annunciano oggi di aver sviluppato una soluzione end-to-end completa per il controllo delle reti di grandi dimensioni.

La soluzione integra la suite wholesale di business automation iXTools di Telarix e il prodotto i-RPS di Italtel (un server centralizzato di instradamento e policy), per permettere un facile provisioning di servizi complessi, un più rapido rilascio della soluzione e una conseguente riduzione dei costi di gestione.
Semplificando la logica di business, la soluzione permette a tutti gli enti, dall'ingegneria, agli acquisti, all'audit, una miglior sinergia attraverso gli strumenti di Telarix e riduce la complessità delle attività di integrazione di rete, grazie ai prodotti Italtel, le sue competenze e le sue conoscenze sulle reti complesse.
"La nostra partnership con Italtel combina due piattaforme per offrire un'architettura end-to-end per reti complesse " - afferma Luciano Garavaglia, VP Global Channels di Telarix. "Differenti regole di policy e instradamento, costi di routing ridotti al minimo, una massiccia fornitura e servizi standard di rete intelligente, sia integrati sia attivati da un Service Control Point esterno (SCP), sono solo alcuni di tutti i servizi che possono essere gestiti all'interno di una soluzione come questa".
Il prodotto i-RPS di Italtel può essere usato per tutte le tipologie di rete, incluse le reti IMS e quelle di Nuova Generazione, fisse o mobili, e utilizza una funzione centralizzata per raccogliere e calcolare i dati richiesti per fornire logiche di routing e policies basate sulle esigenze specifiche di un service provider, accellerando il suo time-to-market e mettendo a disposizione dei suoi utenti servizi all'avanguardia.
Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel commenta: "Siamo estremamente soddisfatti della partnership con Telarix. Facendo leva sulle nostre capacità complementari, possiamo soddisfare le esigenze dei service provider riguardo il controlllo e l'interoperabilità delle reti, così come la riduzione delle spese operative grazie a modelli di routing pre-integrati e a una realizzazione rapida e time to market".
Italtel progetta, sviluppa e realizza soluzioni per reti e servizi di telecomunicazioni di nuova generazione, basati su protocollo IP. Offre soluzioni e prodotti proprietari, servizi professionali integrati per il progetto, lo sviluppo e il mantenimento delle reti; servizi di IT System Integration e attività di Network Integration e Migration. Ha messo a punto soluzioni nell'ambito della comunicazione unificata, della collaboration, dei data center di nuova generazione, delle smart grid, dell'IoT, dell'eHealth.Italtel è presente in numerosi Paesi nel mondo come Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia, UK, Grecia, Argentina, Brasile, Colombia, Peru, Ecuador.  
Telarix - Con oltre 4.000 carriers, Telarix è sostanzialmente il leader per lo scambio elettronico di informazioni. Ogni giorno, diamo forza ai nostri clienti con fatturazione all'ingrosso, la business intelligence, la gestione delle frodi, soluzioni di routing e di regolamento partner di minor costo. http://www.telarix.com

SOURCE Italtel and Telarix

lunedì 8 febbraio 2016

Dare forma ai governi del futuro

Oltre 3.000 partecipanti affronteranno sfide e soluzioni globali per dare forma alle società di domani 
DUBAI, Emirati Arabi Uniti, 6 febbraio 2016 /PRNewswire/ -- Dall'8 al 10 febbraio, il governo degli Emirati Arabi Uniti ospiterà centinaia di leader provenienti da tutto il mondo per il World Government Summit 2016 (Vertice governativo mondiale 2016) fra rappresentanti governativi, dirigenti aziendali, imprenditori, capi di organizzazioni multilaterali. Il tema di quest'anno è 'Shaping Future Governments' (Dare forma ai governi del futuro) con un'agenda incentrata su sfide e soluzioni globali riguardo l'erogazione di servizi pubblici.
Il presidente statunitense Barack Obama aprirà il vertice tramite videoconferenza e l'evento vedrà come interpreti rappresentanti di oltre 125 Paesi, abbracciando settori tanto del pubblico e del privato quanto accademici, fra cui: Paul Kagame, presidente del Ruanda; Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale; Jose Angel Gurria, segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo (OCSE); Kathy Calvin, presidente e amministratore delegato della Fondazione delle Nazioni Unite; Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum (Forum economico mondiale); Nabeel Al Araby, segretario generale della Lega Araba.
Sua Altezza lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti oltre che sovrano di Dubai, ospiterà il vertice. Condurrà una conversazione sui social media riguardo il "Dialogue of the Future" (Dialogo del futuro) con i suoi dieci milioni di seguaci, dove risponderà a domande inerenti la sua visione sul futuro di governi, istruzione, sanità, città e altri settori vitali.
Il vertice includerà il Museum of the Future (Museo del futuro), che illustrerà le nuove tecnologie in grado di supportare i servizi pubblici, e la mostra Edge of Governments (Avanguardie governative), che metterà in evidenza 15 studi di caso sulla governance 2.0. Premierà inoltre i vincitori come 'Best Minister in the World' (Miglior ministro del mondo), 'Best Mobile Government Service' (Miglior servizio pubblico mobile) e 'Innovative Teacher' (Insegnante innovativo). In seguito al vertice, gli organizzatori pubblicheranno diversi sondaggi e rapporti di ricerca.
L'agenda sarà disponibile qui e i video del vertice saranno pubblicati qui.
Informazioni sul World Government Summit
Sin dal 2013, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha ospitato un vertice annuale che riunisce funzionari di governo, leader di pensiero, intellettuali, politici e dirigenti del settore privato per discutere delle migliori modalità di sviluppo per i futuri governi. Per ulteriori dettagli visitare il sito web https://worldgovernmentsummit.org/. Seguiteci su Twitter tramite @WorldGovSummit; #WorldGovSummit.



SOURCE World Government Summit

domenica 24 gennaio 2016

Interviste di massa in 11 lingue

TEL AVIV, Israele, January 19, 2016 


yes.no si appresta a invadere i mercati internazionali offrendo la possibilità di effettuare interviste di massa con personalità pubbliche in 40 Paesi  
L'azienda israeliana yes.no ha annunciato oggi il lancio del suo nuovo social network di domande e risposte, la prima piattaforma al mondo che permette di effettuare interviste di massa con celebrità e personalità di spicco. Assaf Levy, cofondatore e CEO di yes.no, è reduce da una serie di grandi successi in ambito aziendale, l'ultimo dei quali è rappresentato dalla quotazione di XLMedia alla borsa di Londra.

A differenza degli altri siti e forum di domande e risposte, in questo caso le domande non vengono poste all'intera community ma ai singoli utenti, che possono scegliere di rispondere in base alla popolarità delle richieste. "Le celebrità usano sempre più spesso i social media per comunicare con i loro fan, ma al momento non esiste una piattaforma incentrata sul rispondere a delle domande, atto che permette invece un'interazione significativa", spiega Levy. "La funzione di voto di yes.no permette agli utenti di appoggiare le domande a cui sono più interessati, aiutandoci a invogliare celebrità ed esperti di vari settori a unirsi a yes.no e a partecipare. Si tratta di vere e proprie interviste di massa: vogliamo dare voce alle persone."
L'obiettivo di yes.no è quello di ridurre il divario tra il pubblico e le celebrità, tra gli esperti e i loro colleghi, e anche tra individuo e individuo attraverso un sistema educato e significativo di domande e risposte. La piattaforma è strutturata in modo da permettere agli utenti di scoprire di più l'uno dell'altro o di conoscere le varie opinioni, motivo per cui i fondatori sono convinti che gran parte della potenzialità di questo social network sia rappresentata dalla possibilità di interagire con esperti e personalità pubbliche.
Oggi yes.no lancia il suo sito in undici lingue, tra cui inglese, spagnolo, ebraico, tedesco, francese, giapponese, cinese e russo. L'azienda prevede di espandere il sito e le applicazioni per dispositivi mobili a trenta lingue entro il termine del primo trimestre del 2016, rendendo così disponibile il servizio in 40 Paesi.
Informazioni su yes.no 
yes.no è un'azienda fondata nel maggio del 2015 da Assaf Levy e Sella Rafaeli. L'obiettivo di yes.no è quello di ridurre il divario tra il pubblico e le celebrità, tra gli esperti e i loro colleghi, e anche tra individuo e individuo attraverso un sistema educato e significativo di domande e risposte. Assaf, CEO di yes.no, è alla sua terza esperienza in ambito start-up e ha recentemente portato XLMedia alla quotazione presso la borsa di Londra mentre il CTO Sella proviene dalla prestigiosa Unit 8200 dell'intelligence militare israeliana e dal successo di Fiverr; ad unirli, il desiderio comune di aiutare le persone ad avvicinarsi agli individui significativi nelle loro vite.
Contatto per la stampa
Hila Aloni
hila@yes.no
+972-54-2457680

SOURCE yes.no

(Photo: http://photos.prnewswire.com/prnh/20160115/322705 )


lunedì 18 gennaio 2016

La filosofia dell'assurdo

F.Guzzardi
Se dovessi citare un filosofo  a cui mi sento particolarmente vicino, direi senz'altro Cioran. Riesco a condividere tutti i suoi passaggi ed anche il suo rifiuto all'impegno politico,in totale coerenza con le scelte filosofiche.
L'atteggiamento di Cioran nei confronti dell'esistenza si estrinseca in un'apologia del non-essere e quindi del suicidio: vivere è una disgrazia e la nascita un'irrimediabile sciagura.In realta` lui stesso, pur essendo un grande conoscitore della filosofia, non si definisce un filosofo ma un pensatore privato "Privatdenker".
Nell'opera L'inconveniente di essere nati del 1973 egli mette a fuoco la visione tragica dell'esistere e il suo pessimismo che è l'estremizzazione di quello di Schopenhauer dal quale trae anche l'interesse per il Buddhismo e la teorizzazione dell'incubo del dolore del vivere:

 « "Tutto è dolore". La formula buddhista, modernizzata, suonerebbe: "Tutto è incubo". [....] Non mi perdono di essere nato. È come se, insinuandomi in questo mondo, avessi profanato un mistero, tradito un qualche impegno solenne, commesso una colpa di inaudita gravità. Mi capita però di essere meno perentorio: nascere mi appare allora una calamità che sarei inconsolabile di non aver conosciuto.»


L'"Ardimentoso Disinganno"

Non c'è dubbio che l'opera di Cioran, pur dispiegandosi in vari libri anche lontani tra loro in ordine di tempo e di argomento, sia pervasa totalmente da uno spirito crudele ma al contempo speranzoso, come il disinganno: crudele perché di fronte ad esso ogni fenomeno mondano sfocia nel fallimento, speranzoso perché niente è più istruttivo, in filosofia, del fallimento stesso.[6]
Gli scritti di Cioran hanno il marchio della vertigine e della lucidità, non sono scritti secondo finalità pedagogiche. E per questo risultano estremi, laconici epitaffi di un'esistenza casuale, priva di senso, permeata dall'amarezza.
« Vi sono notti in cui l'avvenire si abolisce, e di tutti i suoi momenti sussiste soltanto quello che sceglieremo per non più essere.»


Il suicidio

Emil Cioran fornisce al suicidio una lettura totalmente inedita. Esso, anziché costituire l'espressione massima di disillusione e disperazione di fronte ad un'esistenza invivibile, è paradossalmente ciò che consente la vita. Ciò è possibile nella misura in cui l'esistenza è percepita in termini assoluti come lacerante costrizione inevadibile; in tale prospettiva, il suicidio rappresenta il carattere più pieno della libertà esercitabile dall'uomo che, nell'impotenza vitale, ha in ogni momento l'onnipotenza della cessazione del Tutto, la negazione estrema di ogni alterità insostenibile. L'uomo, in ultima analisi, può sobbarcarsi il peso della vita solo nella misura in cui sa di poter recarsi la morte.
« Ricordo un'occasione in cui per tre ore ho passeggiato nel Lussemburgo con un ingegnere che voleva suicidarsi. Alla fine l'ho convinto a non farlo. Gli ho detto che l'importante era aver concepito l'idea, sapersi libero. Credo che l'idea del suicidio sia l'unica cosa che rende sopportabile la vita, ma bisogna saperla sfruttare, non affrettarsi a tirare le conseguenze. È un'idea molto utile: dovrebbero farci delle lezioni nelle scuole!»

L'ironia
L'ironia capace di cogliere l'assurdità della vita salva Cioran e i suoi lettori dal pessimismo e dal nichilismo. L'ironia e l'umorismo che l'accompagna rendono tollerabile l'esistenza che talvolta appare paradossale dandole un nuovo senso razionale da cui ricominciare a vivere senza inganni.
« Non c'è nulla che giustifichi il fatto di vivere. Dopo essersi spinti al limite di se stessi si possono ancora invocare argomenti, cause, effetti, considerazioni morali, ecc.? Certamente no. Per vivere non restano allora che ragioni destituite di fondamento. Al culmine della disperazione, solo la passione dell'assurdo può rischiarare di una luce demoniaca il caos. Quando tutti gli ideali correnti - di ordine morale, estetico, religioso, sociale, ecc.- non sanno più imprimere alla vita una direzione né trovarvi una finalità, come salvarla ancora dal nulla? Vi si può riuscire solo aggrappandosi all'assurdo, all'inutilità assoluta, a qualcosa, cioè, che non ha alcuna consistenza, ma la cui finzione può creare un'illusione di vita»


Mostrare, non spiegare

Caricatura di Cioran
Il sistema filosofico di Cioran è quello di rinnegare il sistema, le regole, il formalismo accademico: non pretende di spiegare e dimostrare ma solo mostrare cos'è la vita parlando di se stesso come uomo e non dell'astratta umanità.
Varie ed apparentemente incompatibili tra loro sono le strade del pensiero che egli percorre:
ma che conducono tutte ad un unico risultato: il fallimento che segna ogni vita e che le dà senso.


"Cioran in Romania" Photographer of Keyston agency/Getty Images
Emil M.  Cioran   (Rășinari, 8 aprile 1911Parigi, 20 giugno 1995) è stato un filosofo, saggista e aforista rumeno, tra i più influenti del XX secolo.
Dal 1933 al 1935 visse a Berlino e dalla seconda guerra mondiale in poi risiedette in Francia con lo statuto di apolide; scrisse i primi libri in rumeno, ma dalla fine del conflitto in poi scrisse sempre in francese e, nonostante non fosse il suo idioma di nascita, viene considerato da molti uno dei migliori, se non il migliore, prosatore in questa lingua di tutti i tempi.
Vicino al pensiero esistenzialista, si distacca comunque dal movimento esistenzialista francese per la sua distanza ideologica dai principali esponenti quali Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Albert Camus, rifiutando l'impegno politico attivo sul fronte progressista, e condividendo la filosofia dell'assurdo del suo amico Eugène Ionesco, ma caricandola di pessimismo estremo. Cioran è infatti influenzato da Nietzsche, Schopenhauer, Heidegger (peraltro rispetto al tecnicismo di quest'ultimo maturerà un'estrema reazione) e successivamente anche da Leopardi (pur, per sua stessa ammissione, mai profondamente conosciuto, ma avvertito quale "fratello d'elezione", dai quali trae il suo nichilismo e il suo pessimismo. I suoi aforismi, anche per esperienze personali, sono infatti pervasi da una profonda amarezza e misantropia, che però vengono temperate dalla sua acuta ironia e dalla sua capacità di scrittura.