Manuale del confessore 2

 4. Sullo stupro: peccati e colpe della donna violentata
  
Si domanda cosa deve fare una donna, oppressa dalla forza, al fine di non peccare innanzi a Dio.

Risposta 1: internamente non deve acconsentire al piacere venereo, qualunque sia la violenza esterna che su lei si compie: se no peccherebbe mortalmente.
Risposta 2: Ella deve difendersi con tutte le sue forze,… in guisa però di non
 Lo stupro nella Bibbia. Il peccato della donna stuprata.
uccidere né di mutilare gravemente l'aggressore, perché la vita e i principali membri del corpo valgono in questo caso più dell'onore, che nella donna qui non è altro che soltanto materialmente offeso.
Risposta 3: Se ella spera di poter essere soccorsa, deve gridare e invocare l'opera altrui, giacché se
ella non resiste… parrebbe ch'essa acconsentisse.
E meglio sarebbe
mille volte morire, piuttosto che
piegare di fronte a questo pericolo. Una giovane, ridotta a queste strette, temendo di poter acconsentire al piacere delle sensazioni veneree, deve gridare, anche con evidente pericolo della propria vita; in tal caso ella sarà
una martire della castità. [Come in Deuteronomio 25,11]

La Bibbia e lo stupro

 5. Vietata la convivenza pre-nozze e le coppie di fatto
 
Unione di fatto tra uomo e donna: convivenza e sesso proibito nella Bibbia
Il concubinato è il rapporto fra un uomo libero e una donna libera, i quali convivono come se fossero in matrimonio, o sotto lo stesso tetto, o in separate abitazioni. È certo che il concubinato, inteso così, è un peccato molto più grave della semplice fornicazione, perché c'è l'abituale disposizione dello spirito a peccare...

La fornicazione con persona eretica o infedele, è peccato ancor più grave, in quantoché ridonda in obbrobrio alla vera religione.
  
Anche i fornicatori, gli adulteri, ecc. non possono opporsi alla generazione, lasciando volontariamente cadere il seme fuori della vagina della donna, perché questa è sempre una cosa contro natura.
 

 6. I peccati dei baci: niente eccitazioni!
 

IL BACIO saffico
Vietato baciarsi in pubblico
I baci in parti inconsuete del corpo, per esempio, sul petto, sulle mammelle o, come usano i colombi, introducendo la lingua nella altrui bocca, stimansi fatti con intendimenti libidinosi, o almeno inducono nel grave pericolo della libidine, e perciò non vanno esenti  da peccato mortale.

 

I baci, ancorché onesti, dati o ricevuti per motivo di libidine, fra
persone dello stesso sesso o di sesso diverso, sono peccati mortali.

È certo che i baci, anche se onesti, che inducono nel prossimo pericolo di eiaculazione o di veementi commozioni di libidine, sono da reputarsi peccati mortali.

i baci e i toccamenti... quando sono peccati mortali, si devono confessare...
Bocca nella bocca, lingua nella lingua, bacio nel bacio: una perversione sessuale

 7. Il peccato della eiaculazione spontanea: atti naturali impuri
 
Se qualcuno, per ragioni di sua particolare debolezza, è solito provare eiaculazione guardando eroticamente una donna in qualche parte sensuale del corpo, o toccandole una mano, premendole le dita, conversando con lei, abbracciandola onestamente, ma senza una ragione, assistendo a balli, ecc. deve astenersi da tutti codesti atti sotto pena di peccato mortale.

 

 8. I peccati dei toccamenti: l'orgasmo vaginale e l'autoerotismo
 
                             È un sacrilegio stimolare il punto G

Nel toccare se stessi con intendimenti sensuali: in questo caso c'è peccato mortale.

Peccano mortalmente le donne che eccitano in sé la vagina
oppure volontariamente se ne compiacciono.
Vietato toccarsi nelle parti sessuali: la donna non può godere nel Punto G.

 9. I peccati dello sguardo: niente ammirazione e sensazioni di piacere
 
Guardare sensualmente una donna è peccato. Ammirare con piacere

L'esperienza dimostra che la vista influisce meno sulla lussuria che il tatto: ciò nondimeno gli sguardi impudichi spessissimo sono un peccato mortale o veniale secondo l'intenzione, il consenso...

È certo che taluni sguardi, benché in se stessi onesti, sono peccati mortali quando avvengono accompagnati da sensuale intenzione. È pure un peccato mortale se il guardare impudico eccita i moti della concupiscenza e si presta ad essi assenso.
 
È peccato mortale il dilettarsi guardando le mammelle nude d'una donna avvenente, perché è insito in questi sguardi un pericolo.
 
È spesso grave peccato il fissare gli occhi sopra una bella persona d'altro sesso, perché una tale attenzione è piena di pericoli:... se manca l'intenzione impudica, il peccato non è che veniale.
 

 10. I peccati degli abiti femminili: vietato mostrare e vietato vedere
 
La moda femminile e gli abiti osceni. Vestiti femminili osceni  
Le donne sono sempre più degli uomini incline verso questo genere di peccati, perché attirando con la loro toeletta gli sguardi degli uomini, offrono ad essi occasione di spirituale rovina. Per conseguenza:
Le donne che non hanno marito, né vogliono averlo, né sono in condizione di averlo peccano mortalmente, come dice S. Tommaso, se si adornano con l'intenzione di ispirare amore negli uomini, in quanto che, in codesto caso, sarebbe un amore non tendente al matrimonio, e per ciò necessariamente impuro.

                                       I peccati del look
Una donna maritata può decentemente adornarsi con l'intenzione di piacere [solo]
a suo marito; lo dice S. Paolo, I° Corinti 7,34: "La donna maritata pensi alle cose di questo mondo e a piacere a suo marito".

Mettere a nudo il seno o coprirlo con una veste così fina che esse traspaiano
è peccato mortale, giacché è questo un grave incentivo alla libidine.

Non è di sua natura grave peccato snudare le braccia, il collo e le spalle secondo
le usanze del proprio paese. Ma, a detta di molti teologi, è da ritenersi che pecchino mortalmente coloro che introducono queste usanze.
La minigonna proibita. Mostrare le gambe con la minigonna. Il bello della minigonna.
Capelli arricciati
  ► i costumi  proibiti    
   
Vietato arricciare e tingere i capelli
                    ▼
è peccato soltanto veniale l'andare a faccia scoperta e l'arricciarsi i capelli.

«Non capelli arricciati, od ornati d'oro o di margherite, non vesti preziose».

 11. I peccati dei romanzi: narrazioni d'amore all'indice
 
Vietato leggere i romanzi: libri all'indice

Qui non si parla dei libri eretici ed empi, ma soltanto dei libri opposti ai buoni costumi, specialmente di quelli che comunemente si chiamano Romanzi, i quali solitamente contengono amori illeciti e narrazioni così congegnate e disposte da poter eccitare disordinate libidini.

Quelli che scrivono libri gravemente osceni peccano mortalmente, giacché danno a molti occasione di rovina spirituale e non possono quegli scrittori invocare ragione alcuna che li scusi.

Quelli che scrivono libri gravemente osceni peccano mortalmente, giacché danno a molti occasione di rovina spirituale e non possono quegli scrittori invocare ragione alcuna che li scusi.
  
Peccano mortalmente quei librai che li tengono nel loro negozio, che li espongono e li vendono...
  
È, di regola, peccato mortale leggere libri di questa specie, sia che si leggono per desiderio sensuale, sia per leggerezza, per curiosità o per ricreazione, perché, di loro natura, commuovono i sensi, conturbano la immaginazione ed accendono nel cuore fiamme impure.
 
    Le aggressioni ai confessori

Noi supplichiamo i giovani confessori a essere cauti, prudenti e modesti nell'interrogare le persone coniugate, perché facilmente possono offenderle e facilmente possono esporre se stessi a gravi pericoli. [I confessori aggrediti dai confessati]
  

 Manuale dei Confessori. Vademecum, prontuario del sesso proibito
    AVVERTENZA DELL'AUTORE Non divulgare il testo!
«In questo libro, destinato esclusivamente ai preti e ai diaconi, noi abbiamo tentato di raccogliere ciò che sarebbe pericoloso ignorassero i sacerdoti, svolgente il ministero della confessione, e ciò che non può essere spiegato negli atti pubblici dei seminari, né confidato indistintamente a giovani alunni senza peccare di indecenza

  MANUALE DEI CONFESSORI

Imprimatur: Mechliniae 16 agosto 1837, J.B. Pauwels, Vicario generale - CUM APPROBATIONE
■ Autore: Bouvier, Jean Baptiste (1783-1854) vescovo e teologo cattolico
■  Nel 1819 fu nominato vicario generale della diocesi di Le Mans (Francia) e vescovo nel 1833
■  Nel 1854 fu chiamato a Roma da Pio IX per la definizione del dogma dell'Immacolata Concezione

■ Prima pubblicazione del libro: 1824 (fonte Treccani)
■ Titolo latino: Dissertatio in sextum decalogi praeceptum et supplementum ad tractatum de matrimonio
■ In italiano: Dissertazione sul VI Comandamento del Decalogo e supplemento al trattato sul matrimonio
■ Pubblicato in Italia col titolo: Venere e Imene nel Tribunale della penitenza, Manuale dei Confessori
P.S. L'83% dei peccati confessati in confessionale riguardano
il sesso.
                                           

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