sabato 10 maggio 2014

Il bambino Indaco






by FGuzzardi

Strano come il tempo passa sopra al cuore, lasciando cicatrici che non fanno male. Da bambino restavo lunghe ore sulla scogliera,ad osservare le navi dirette a Malta od a Tunisi. Mi scopro con gli stessi sentimenti, gli stessi pensieri, come se il tempo non fosse mai passato. Non c'e mai stato lavoro in Sicilia, almeno non per quelli come me - bisognava conoscere qualche politico e sopratutto in periodo preelettorale. Io non ero adatto e poi non avevo studiato, si perche` non ero riuscito a finire neanche le scuole elementari - allora decisi di frequentarne una per lavoratori ( o meglio, per aspiranti lavoratori). Ricordo ancora l'insegnante,anche lei molto giovane che dopo una settimana,mi chiese perche` ero li`? Io risposi che avevo bisogno della licenza elementare per trovare uno straccio di lavoro e lai mi guardo` con aria incuriosita esclamando : " Ti ho sentito parlare di Prevert e di Gregory Corso ed ho visto quello che scrivi, come e` possibile?" io probabilmente arrossii o farfugliai qualche : vede io..ma la campanella della fine lezione mi interuppe molto opportunamente. Smisi di frequentare quei corsi perche` mi imbarazzavano gli sguardi ed i commenti degli altri studenti lavoratori ma a fine anno mi vidi recapitare la mia licenza di scuola elementare e la strinsi al petto come un trofeo.Chiaramente non trovai nessun lavoro e decisi di partire all'estero. La mia prima tappa fu la Germania dove trovai facilmente un lavoro da lavapiatti in un ristorante Italiano e cominciai a vedere che esisteva un altro mondo assolutamente diverso dalla cultura Siciliana - capii che quello era il mio mondo ed anche se ero e sono profondamente innamorato della Sicilia, non ne condivido i valori comuni, questa assuefazione a tutto, questo vivere scontato, alla ricerca del posto fisso dove aspettare la pensione.In seguito la Francia, la Svizzera, l'India e gli Usa,mi hanno tolto quel senso di appartenenza che ognuno cerca invano,attraverso un'aggregazione che sia politica o comunque comunitaria e che rende piu` accettabile il vivere.Ma il bambino non ha mai smesso di esistere,e` sempre dentro me e non mi fa morire a dispetto degli anni, si siede al pianoforte e suona, poi legge alcuni testi di Shivananda e Cioran ,in opposizione,l'acqua ed il fuoco - consapevole di essere. Il vento poi, cancella anche il viso di giovani ragazze e di altri ancora che non sapevano del bambino Indaco,perche` non esistono i bambini Indaco, non sono mai esistiti, se non nella coscienza di chi crede ai sogni.






tags: Bambini indaco,ricordi,sicilia,lavoro,Francia,Svizzera,USA,India

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