Michele Iacono : Il silenzio,il segno e la parola



Michele Iacono By F Guzzardi

«All’inizio non esiste nessuna gestalt, nessuna buona forma, né leggi percettive o fisiologiche, è solamente una grammaticità cellulare a dare inizio e, tattilmente, a quell’immaginario scenario definito natura. I geni in questo caso non hanno fatto altro che adeguarsi a ciò che già potevano e sapevano fare, replicare e replicare e memorizzare en-grammi minimi, che servivano come unità dia-grammatiche per crearsi un ambiente.
I geni in questo caso non hanno fatto che riprodurre le sequenze fondamentali, accrescendo ulteriori unità di grammi che arricchivano sempre più il loro ambiente. È probabile che questo meccanismo, insieme ad altri, abbia contribuito ad un maggior sviluppo delle prime cellule e che attraverso un gioco di combinazioni, abbiano anche accresciuto il patrimonio cellulare, come nel caso di esseri pluricellulari, amplificando non solo il numero dei geni, ma migliorando sia il sistema di movimento che quello sensitivo, che a questo punto diventava ancora più fondamentale sia per la difesa che per l’attacco. In questo senso non vi è creazionismo, ma solo repliche di ciò che si sa fare.
L’unico ambiente per i geni sono altri geni, in senso stretto, la loro natura; occorre replicare e replicare o essere annichiliti. Il movimento (e l’azione) dunque, ha provocato la cellula che ha risposto con una procedura quanto mai semplice, rispondendo ad una sollecitazione con un en-gramma memorativo, l’unica cosa che sapeva compiere; l’en-gramma di movimento, a sua volta, ha come sentito qualcosa, una posizione, un raggio di luce, un’altra cellula, qualcosa di solido, e ha reagito replicando l’en-gramma se la cosa percepita aveva un qualche minimo significato, con l’attacco o con la fuga»

Michele Iacono - Il silenzio, il segno e la parolaIl libro di Michele Iacono e' un'opera importante e non saro' certo io a darvi una valutazione dello spessore di questo lavoro. Mi limito a segnalarlo per non disperderne le fondamenta - in un'epoca di vuoto filosofico,questo libro mi ha ridato fiducia nei valori intellettuali dei miei conterranei. Questo libro ha attraversato l'oceano per giungere e prestarsi alla mia modesta lettura,lo ha fatto su mia richiesta;Il suo autore, Michele Iacono ,me lo ha inviato con molta gentilezza e con una nota: " Se le poste non funzionano te lo porto io a nuoto!"Per fortuna non e' stato necessario - il libro e' importante senza essere noioso e questo e' cosa rara in questo millieu.

«Ciò che occorre è un corpo, una macchina da sopravvivenza, una macchina da trasporto dei geni, se questo corpo si chiama in un modo o in un altro non ha nessuna importanza, perché ciò che preme è la transitorietà del passaggio, non la stabilità del corpo. Il corpo è dunque un’etichetta scambiabile all’interno del mondo dei geni, sia per riprodursi sia per il cibo» .
In questa prospettiva, l’uomo non è altro che uno strumento nelle mani di una natura onnipotente il cui unico intento è di perpetuare il più a lungo possibile la propria energia biochimica e che si serve dei corpi (in tutte le forme, dal virus all’uomo) per riprodursi all’infinito:
«La femmina mette al mondo nella forma della nascita, un nuovo nato, una replicazione di proteine e che fenotipicamente noi indichiamo come un corpo appartenente ad un certo individuo. Una replicazione o duplicazione che, per quanto diverso possa sembrare, per la felicità di chi ama l’unicità, non mostra altro che un nuovo genoma. Non siamo altro che repliche di repliche con qualche piccola differenza; il colore degli occhi, il colore della pelle, la forma del naso, un po’ più alti e un po’ più bassi, ma ciò che conta è che a passare è un certo sistema denominato genoma, il cui unico scopo è quello di mantenersi in vita» .

Ho trovato molti punti in comune col mio pensiero, nel lavoro di Michele Iacono, anche se il mio punto di vista e' solo intuitivo,cioe' privo di quei lunghi anni di ricerca che sono serviti all'autore per trovare conferme e nuove domande.

La generativita'come aggressione contro i corpi

Il passagio ad una forma di replicazione ( chiamata sessuale) di relazione non deve essere stata ne' facile ne' preannunciata.Controllare un corpo e' gia' di per se' molto difficile.Mettere in relazione due corpi per promuovere un replicazione deve essere stata un'impresa titanica. Eppure e' accaduto.
I batteri rappresentano una macchina perfetta di vitalita', la loro alta capacita' di riproduzione e' solo paragonabile all'alto tasso di mortalita'.I batteri hanno attraversato indenni o quasi miliardi di anni, senza tuttavia modificarsi molto rispetto alle generazioni precedenti.L'apparente semplicita' della loro costruzione, quel loro modo di doppiarsi per poi dividersi, in altri soggetti,e' qualcosa di stupefacente.Il DNA privo di nucleo, nella sua semplice funzione di memorizzazione dello stesso contenuto e' mirabile e sconvolgente.Perche' la vita si e' voluta evolvere e ha voluto affidare a due corpi cio' che uno solo poteva realizzare meglio?

Il libro trova nel pretesto della comunicazione,l'inizio di un viaggio filosofico di rara e logica intuizione.
Il silenzio, quando tutto era pura possibilita', il segno, che traccia la via da seguire e la parola che rende consapevolezza all'intelletto. Ma la storia dell'umanita' e' stata tracciata dai segni prima ancora della parola,
"invertendo una cultura millenaria che ci vuole orali fin dall'inizio della nostra storia ".
Il silenzio,il segno e la parola sara' un libro di referenza per le prossime generazioni, nelle tendenze filosofiche a venire, di un nuovo modo di pensare la vita e l'uomo che non e' al centro di nessun disegno celeste ma uno strumento marginale di una casuale espansione della materia.




Biografia
Michele Iacono è nato a Termini Imerese nel 1954. Ha conseguito la laurea in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero di Palermo.
Negli anni Novanta ha collaborato con la Fondazione Costa di Palermo in qualità di formatore nei corsi per assistenti sociali e nello stesso periodo, presso l’Ecap, ha insegnato Psicologia dell’età evolutiva e Tecniche di animazione.
Dal 2009 è impegnato in una ricerca sulle dipendenze da internet, che si concluderà nel corso di quest’anno.

 M. Iacono, Il silenzio, il segno e la parola, L’Epos, Palermo 2012.











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