Manuale dei Confessori




by F Guzzardi

Oggi vi voglio consigliare un libro stampato nel 1837 e redatto da Monsignor Bouvier vescovo di Le Mans: Manuale dei Confessori ( per preti e diaconi) conforme alle leggi della Bibbia.
Mi limitero` a transcrivere solo alcuni passaggi per non turbare i sogni di innocenti anime.

 
Sesso nel matrimonio : Quando il marito penetra nella vagina della sua donna e vi abbia lasciato dentro il seme, il matrimonio si reputa consumato.

I peccati dei fidanzati: È peccato mortale dilettarsi deliberatamente in emozioni carnali, ancorché eccitate casualmente, perché la volontà è la sede del peccato.
I divieti sessuali tra marito e moglie: È severamente da biasimare, specialmente il marito, se per sentire maggiore piacere s'introduce nella vagina della moglie facendosi volgere da lei il didietro come usano le bestie, oppure mettendosi sotto di lei, giacché queste strane posizioni corporali sono spesso segni di passionalità moralmente cattiva in coloro che non si accontentano delle posizioni naturali.

Vietata la convivenza pre-nozze e le coppie di fatto:    Il concubinato è il rapporto fra un uomo libero e una donna libera, i quali convivono come se fossero in matrimonio, o sotto lo stesso tetto, o in separate abitazioni. È certo che il concubinato, inteso così, è un peccato molto più grave della semplice fornicazione, perché c'è l'abituale disposizione dello spirito a peccare...

I peccati dei baci: È certo che i baci, anche se onesti, che inducono nel prossimo pericolo di eiaculazione o di veementi commozioni di libidine, sono da reputarsi peccati mortali.

Il peccato della eiaculazione spontanea:
Se qualcuno, per ragioni di sua particolare debolezza, è solito provare eiaculazione guardando eroticamente una donna in qualche parte sensuale del corpo, o toccandole una mano, premendole le dita, conversando con lei, abbracciandola onestamente, ma senza una ragione, assistendo a balli, ecc. deve astenersi da tutti codesti atti sotto pena di peccato mortale.

I peccati dei toccamenti:Peccano mortalmente le donne che eccitano in sé la vagina
oppure volontariamente se ne compiacciono.

I peccati dello sguardo:È peccato mortale il dilettarsi guardando le mammelle nude d'una donna avvenente, perché è insito in questi sguardi un pericolo.

 I peccati degli abiti femminili: Una donna maritata può decentemente adornarsi con l'intenzione di piacere [solo] a suo marito; lo dice S. Paolo, I° Corinti 7,34: "La donna maritata pensi alle cose di questo mondo e a piacere a suo marito".

 I peccati dei romanzi:Quelli che scrivono libri gravemente osceni peccano mortalmente, giacché danno a molti occasione di rovina spirituale e non possono quegli scrittori invocare ragione alcuna che li scusi.

I peccati del ballo:
È peccato mortale assistere a danze gravemente disoneste, sia per le nudità che vi appaiono, sia per il modo di danzare, o per le parole, per i canti, per i gesti che vi si fanno: per ciò, il ballo tedesco chiamato Valzer non può mai essere permesso.

 I peccati del godimento: L'atto coniugale [della penetrazione] compiuto per solo godimento è peccato, ma soltanto veniale. Che sia peccato lo prova l'autorità di Innocenzo XI, il quale condannò la seguente asserzione: «L'atto coniugale compiuto pel solo piacere ch'esso procura è esente da ogni colpa, o fallo, anche veniale»

 Il peccato di Onan [Coito interrotto] : Questo peccato avviene allorquando l'uomo, dopo essersi introdotto nella vagina della donna, si ritira affinché il suo liquido spermatico non si versi dentro le parti genitali della donna stessa, e così non avvenga la generazione.
1. È certo che l'uomo il quale così opera, qualunque ne sia la causa, pecca mortalmente,
2. È certo che, per la stessa ragione, la moglie che induce il marito a così fare, ovvero acconsente alla sua detestabile azione, o - e ciò a più forte ragione - essa si ritira, malgrado la volontà del marito prima che questi le abbia versato il seme nella vagina, pecca mortalmente ed è assolutamente indegna dell'assoluzione.

 Le norme nella confessione:
Molti coniugi errano quando credono che a loro tutto sia lecito nel matrimonio: perciò, con facilità essi commettono innumerevoli peccati mortali, che poi non svelano al confessore...L'esperienza insegna che molti coniugi non confessano i peccati commessi nell'uso del matrimonio, se non sono interrogati.
Ora, il confessore li può interrogare su quelle cose che fra coniugi si permettono: Avete voi qualche cosa che vi morde la coscienza?
Se essi dicono di nulla avere e sembrano abbastanza istruiti e timorati, non è necessario insistere ulteriormente. Ma se essi sono rozzi o la loro sincerità appare dubbia, il confessore deve insistere:
chiederà ad essi se hanno mai negato il debito coniugale; e se questa frase non fosse da essi compresa, potrà dir loro: Vi siete mai rifiutati all'atto che si fa per avere dei figli?
Confessare i peccati di sesso al prete in confessionale: mettere il becco nell'intimo sessuale, bisogna informarsi del motivo, e dopo questa informazione si giudicherà se v'ha peccato o no; e se vi ha peccato, se sia mortale o veniale.

Le aggressioni ai confessori: Noi supplichiamo i giovani confessori a essere cauti, prudenti e modesti nell'interrogare le persone coniugate, perché facilmente possono offenderle e facilmente possono esporre se stessi a gravi pericoli.

 AVVERTENZA DELL'AUTORE: 
Non divulgare il testo!

«In questo libro, destinato esclusivamente ai preti e ai diaconi, noi abbiamo tentato di raccogliere ciò che sarebbe pericoloso ignorassero i sacerdoti, svolgente il ministero della confessione, e ciò che non può essere spiegato negli atti pubblici dei seminari, né confidato indistintamente a giovani alunni senza peccare di indecenza.»

 MANUALE DEI CONFESSORI

■ Imprimatur: Mechliniae 16 agosto 1837, J.B. Pauwels, Vicario generale - CUM APPROBATIONE
■ Autore: Bouvier, Jean Baptiste (1783-1854) vescovo e teologo cattolico
■  Nel 1819 fu nominato vicario generale della diocesi di Le Mans (Francia) e vescovo nel 1833
■  Nel 1854 fu chiamato a Roma da Pio IX per la definizione del dogma dell'Immacolata Concezione

■ Prima pubblicazione del libro: 1824 (fonte Treccani)
■ Titolo latino: Dissertatio in sextum decalogi praeceptum et supplementum ad tractatum de matrimonio
■ In italiano: Dissertazione sul VI Comandamento del Decalogo e supplemento al trattato sul matrimonio
■ Pubblicato in Italia col titolo: Venere e Imene nel Tribunale della penitenza, Manuale dei Confessori

                              P.S. "Tra i peccati di sesso non è menzionata la pedofilia."

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