IL QUADERNO DELLA FENICE




Il quaderno della
fenice

 F. Guzzardi


Copyright © 2012 F. Guzzardi
All rights reserved.
ISBN:
ISBN-13:




DEDICATION


 Per

OMAR, LUCA ED ALESSANDRO CATALFAMO























sommario





1
 Le amanti di Varsavia
Pg 3
2
Poesie e parole
Pg 25

3
Intervista all’autore
Pg 63

























Ringraziamenti


Amazon  company

Per la professionale assistenza

BEATA CATALFAMO

“ FOR YOUR LOVE”

 .










PRIMA PARTE


LE AMANTI DI VARSAVIA


Esercizio in Quattro dialoghi apparentemente fuori dal contesto




















« che la fenice more e poi rinasce, quando al cinquecentesimo appressa erba né biada in sua vita non pasce, ma sol d'incenso lacrima e d'amomo, e nardo e mirra son l'ultime fasce. » (Inferno XXIV, 107-111)




























































Le  amanti  di Varsavia

Primo dialogo


Hanna: Hai già notato,  una trasmigrazione di anime   verso sud ?

Ingrind: Il razionale é soggetto all’illusorio, come il fuoco all’acqua, gli elementi si attirano e si respingono, la tua domanda è un’ipotesi, la mia risposta sarebbe sprovvista di certezze.

Hanna: Dal mio corpo, ho estratto le essenze del piacere primordiale, un guizzo di scosse connesse agli organi vitali, ho creduto di morire, di morte terrena, senza appello ne esattezza.Ho concentrato tutta l’energia dell’atto, in un  punto preciso, in corrispondenza del cuore, ho sentito le tue mani avvolgermi l’anima e la tua bocca scaldare le pareti del mio ventre in un susseguirsi di battiti. Il senso delle cose mi sfugge, la mia anima é dannata.

Ingrind : Il corpo non é responsabile in alcun modo degli atti incoerenti dell’anima, esso é distaccato, quasi in perenne attesa di punizioni o ricompense che possano lenire i dolori dell’esistere,una macchina guidata da un pilota prudente o audace, incline all’incidente, destinato a percorsi tracciati da un’inconfutabile maestro di ancestrali memorie –

In quel momento, la casa di Ingrind era invasa da alcuni amici che suo marito aveva invitato. Era il compleanno di lei, doveva avere quaranta o quarantadue anni, faceva sempre finta di non ricordare la sua data di nascita e questo non per civetteria –

Ingrind : Io vivo già da molti cicli! Intendo e so di cose impercettibili!
La stanza del riposo : era la stanza dove lei amava dipingere, scrivere e abbandonarsi ai piaceri dell’amore. Hanna , la sua giovane amante, aveva 15 anni quando conobbe le carezze di lei. Dividevono, oltre al piacere corporale, uno strano e perenne bisogno di rassicurarsi sulle cose dello spirito e dell’intelletto, argomenti che Ingrind non avrebbe mai potuto affrontare con suo marito, troppo distanti erani i ruoli edificati dalla società  . Avrebbe voluto studiare Ingrind, ma suo padre le impose un “buon partito”, la Polonia in quegli anni,  difendeva la giovane indipendenza , guidata dall’eroico Pilsudeski. Varsavia: decadenza e splendore.

Hanna era completamente innamorata di Ingrind e non faceva niente per nasconderlo. Avrebbe voluto essere un uomo, non certe per le sgraziate movenze maschili o le pelosità  oscene, ma per il diritto, il diritto d’amare.

Ingrid rovesciò un  bicchiere d’acqua fredda sul seno tiepido di Anna,  una sensazione di stupore mista a eccitazione invase il  suo viso, raccolse alcune gocce con la mano e cosparse il suo corpo di quell’umidità trasparente senza cambiare espressione . Avvicinò le labbre sue a quelle di lei e gemitando compirono il rito perpetuale. Primordiale istinto, inconsolabile karma –

Hanna: Ho letto con grande attenzione alcune delle poesie di Achille Chavée , che tu mi avevi consigliato l’estate scorsa; mi sono soffermata a riflettere sull’affermazione : “Puisque Dieu doute de nous, rendons-lui la pareille et quittes serons-nous.” Abbiamo noi il diritto di dubitare di dio o lo stato simbolico del predetto é punto fermo dell’esistenza?
Ingrind : “Lo stato di veglia  differisce, a secondo del livello mistico del soggetto si può parlare di diritto o dovere nel dubitare. Allontanandosi dal consueto, puoi sentire se la strada è giusta quando non sentirai nessuna tristezza o rimorso per quello che hai lasciato, dopo non avrai nessun dubbio e neanche per un’istante penserai che la tua decisione non sia corretta. ”

Hanna : Alcuni scritti di Pierre Bayle, mi confondono.Sul suo dizionario storico-critico del 1697, egli descrive le attività celebrali come fini a se stesse, intendo: il nostro cervello é capace di mischiare tutte le carte ogni volta che troviamo una certezza. Non importa quale idea o soluzione abbiamo trovato, ti mostra subito la maniera di distruggerla.

Ingrind: Il cercatore é sempre solo davanti ai suoi dubbi, cosi il cervello, essenza vera dell’essere, propone soluzioni atte alla salvezza della specie, per un disegno cosmico pianificato o casuale.Vorrei ritenere le affermazioni di Bayle come un’interrogazione, poichè il  cercatore dubita sempre delle risposte, il popolo ha bisogno di risposte, in qualità di massa uniforme e totalmente privo di libero arbitrio.

Hanna : La credenza é un segno d’estrazione sociale?
Ingrind : Lo é simbolicamente, la credenza é il popolo per essenza, lo scetticismo é lo spirito critico, l’aristocrazia dell’intelligenza.
Hanna : La conoscenza é dunque riservata a una cerchia ristretta di pseudo-intellettuali?

Ingrind :  Al contrario, il conoscere é appannaggio certo del semplice, il dubbio è bagaglio perenne del cercatore –









Sui tratti  di Hanna, si leggeva una certa dimistichezza con i modi fascinanti e ammaliatori, una leggerezza sottile e inconsueta nel cogliere ogni fremito del corpo disteso e quasi immobile di Ingrind. Era distante (pensava lei) quella donna dai seni quasi inconsistenti e dai fianchi stretti, dall’idea diffusa di donna. Sapeva con poche e semplici carezze, risvegliare gli istinti più primordiali, le primitive vergogne dell’essere.Avrebbe voluto svegliarla, con una carezza o con un soffio diretto sul collo, si mise a cantare invece, uno di quei canti popolari che aveva appreso da sua madre, solo punto fermo della sua vita in mutazione. Gli tuonavano in testa le sentenze di suo padre :”L’intelligenza incita alla riflessione e la riflessione conduce al dubbio”. La vita nel suo svolgersi gli sembrava piu vaga, i principi incontestabili: contestabili, le verità  nascoste e irrangiungibili, l’amore: una parodia illusoria, “la fede solleva le montagne!”  montagne d’assurdità. Il riflesso dello specchio é solo l’immagine che abbiamo di noi, deformata dall’istinto coerente e riparatore –
Hanna :  Ho sognato dio!
Ingrind : Come?
Hanna : Era davanti a me, rideva e mi parlava, di cose inconsuete.
Ingrind:Com’éra?
Hanna :  Donna!
Ingrind: Donna? Se una capra sognasse di dio, quale immagine rappresenterebbe? Dio non é rappresentabile ed é anche inpronunciabile, introvabile e sopratutto insostenibile!

Hanna: Siamo naufraghi senza speranza alcuna? Dimmi di no! rendi questo vuoto superfluo e la speranza viva e ininterotta, poiché io possa continuare il mio cammino.
Ingrind: Sono completamente sprovvista  di fede e dunque infelice, la paura di vivere sapendo di andare incontro a una morte sicura, non può  rendermi felice. Non ho ricevuto nessuna eredità, ne dio ne punto fermo su questa terra da dove possa attirare la sua attenzione: non mi hanno delegato il furore ben mascherato dello scettico, l’ascia di Siux del razionalista o il candore ardente dell’ateo.Quindi, non oso gettare la pietra  a chi crede in delle cose che mi ispirano solo dubbi, nè a chi coltiva il suo dubbio come se questo non lo fosse, anche lui circondato dalle tenebre. Questa pietra colpirebbe sicuramente me stessa , poiché  sono convinta di una sola cosa: il bisogno di consolazione nell’essere umano é impossibile da colmare.-
Cicli  instancabili percorrono i viaggiatori erranti e accostano le anime perse di questa parte di universo. Hanna prese la sua testa fra le mani e pianse, di un pianto collerico,  gettò il suo mantello  sulle spalle e finse di non vedere lo sguardo pietoso di Ingrind.Vedendola partire pensò che una notte così chiara si vedesse  raramente a Varsavia .Leggerezza dell’anima,  inconsolabile karma.


   



secondo dialogo


Il musicante

Jozef : Hai trovato conforto nella meditazione? Il suono allo stato primitivo ?

Musicante: Si! Una sensazione di leggerezza inconsueta pervade l’anima e tutto il corpo, la materia acquista senso e innegabili benefici sono trasmessi verso il corpo.La musica é una vibrazione materiale, sottile, irrilevante per la materia stessa.- Hai letto il vecchio testamento?

Jozef :  No! Chi ha ereditato?

Musicante : Il più grande successo letterario di tutti i tempi!

Jozef: Certo! La prova inconfutabile che gli uomini non sono difficili!-

Il musicante era uno degli amici prediletti di Jozef : sposo di Ingrind e padrone di casa.
Fra loro nascevano spesso discussioni legati all’esistenzialismo ed il mistico musicante si scontrava spesso con il razionale Jozef –

Jozef : Ti ascolto!

Musicante : La sola forma di ateismo autentica é in teoria , la filosofia razionale e critica che rifiuta la pretesa di fondare la vita sull’assoluto; nella pratica di un’etica pragmatica, regolatrice del desiderio nella relazione con se stessi e con gli altri .

Jozef: In cosa, voi esseri mistici che affermate l’incomprensibilità assoluta della divinità, vi distinguete dagli scettici e dagli atei che  pretendono la causa di tutto sconosciuta e illeggibile? E ancora, questa storia di anima, entità invisibile, inverificabile e talmente aleatoria ... certo bisogna riconoscere   che é un’invenzione formidabile e non é la sola, tutta la religione é costruita su un sistema d’affermazioni dello stesso genere, impossibile da dimostrare e dunque innegabili, consolatrici e terrificanti, ma là dove siamo obbligati ad  ammirare è nell’affermazione di una specie animale (la nostra) che è solamente in apparenza simile alle altre per il suo aspetto e per la materia di cui é composta, ma che essa e solo essa possiede una cosa essenziale e sublime, immortale sembrerebbe, che le altre creature di carne e ossa non hanno, che questa entità invisibile é il suo vero “io” che sopravvive a tutto, il resto: solo vili spoglie destinate alla putrefazione.Questa scintilla divina la rende non solamente superiore alle altre specie viventi, ma sopratutto differente nell’essenza in quanto venendo dalla natura stessa di dio, questo le da diritto di vita e di morte su tutto ciò che vive! Mi viene da pensare al buon vecchio colpo della razza  superiore.

Musicante: In queste ultime settimane, mi sono dedicato allo studio del quintetto in la maggiore di Schubert. Si tratta di un opera non breve e strutturalmente tutt’altro che elementare, la frammentazione degli ultimi tre movimenti, rendono apparentemente più breve il percorso e presentano il nuovo sotto una luce di familiarità che invita alla scoperta.

Jozef : Die Forelle ! ( La Trota )

Musicante : La difficoltà d’esecuzione, che non é mai troppo modesta, si serve più della brillantezza che del virtuosismo, come mezzo d’eccitazione gioiosa, senza ombre, conforto quindi senza inquietudini.

Jozef : Mi pare che abbia un pò perso, quello spirito mozartiano delle prime composizioni, la quinta sinfonia ad esempio: questo spirito soave e tenero che pervade l’aria  e che si ritrova nel più recente:”Adagio e rondò concertante”, considerata a torto secondo me,  un opera minore.

Musicante :È il ruolo fondamentale del pianoforte, detto appunto “Concertante”, che ispira l’intero discorso musicale. Se congede una sorta di dialogo agli archi nell’introduttivo e poetico “Adagio”, li relega in seguito ad un ruolo subalterno, quasi da sfondo armonico. È in questo secondo movimento che si coglie il piglio mozartiano dei temi.

Jozef : Tipicamente schubertiane però, mi sembrano  le concatenazioni armoniche, che conferiscono elementi di sorpresa e vitalità .

Musicante : Come và Ingrind ?

Jozef : Và, le donne cercano sempre un motivo per affermare la loro evidente superiorità.

Musicante : Sentimenti di castrazione? hai voluto una donna intellettuale?

Jozef : L’importanza dell’elemento femminile, é relegata spesso a sporadiche manifestazioni intellettive. Bisognerebbe cogliere per un istante, l’essenza animalesca dell’attrazione o la comunione dei sensi: Perchè relegare l’accoppiamento di due esseri che si amano o che si bramano e che a volte si odiano, ad un volgare atto carnale? La condizione di divieto nella vita erotica delle donne é paragonabile al bisogno sentito dagli uomini di degradare l’oggetto sessuale.Il fatto che il freno messo alla vita sessuale dalla civiltà comporti una tendenza universale a degradare gli oggetti sessuali, ci porterà forse a volgere lo sguardo verso gli istinti stessi.

Musicante : Teorie freudiane? A questo proposito possiamo dire che la corrente ascetica della cristianità  ha creato per l’amore valori psichici che l’antichità pagana non era mai stata capace di conferirgli.

Jozef : Si ma con quali risultati? La lotta contro la tentazione libidica?

Musicante : Per accrescere la libido,servono degli ostacoli! Ai tempi in cui non vi erano difficoltà che ostacolavano l’appagamento sessuale, per esempio durante il declino delle civiltà antiche, l’amore perdeva ogni valore e la vita diventava vuota –



La guerra delle frontiere contro le milizie ukraine nel sud-est della Polonia, si concluse.
Lo sforzo adoperato per ritirare l’Ukraina dell’est alle grinfie dei bolscioviti, avrebbe potuto costare la perdita dell’indipendenza appena acquisita. Nell’agosto del 1920, i bolscioviti avanzarono sino alle porte di Varsavia, ma un intervenzione militare sapientemente orchestrata da Pilsudski, mise in fuga il nemico e salvò la nazione da una capitolazione certa.

Negli anni seguenti, Hanna raffinò sempre più il suo talento di scrittrice, ottenendo consensi critici fino al quel momento riservati agli scrittori.

Riconosciuta per il suo talento anche in altri paesi d’europa, si prodigò per promuovere i più talentuosi artisti Polacchi. Si fece portavoce della cultura del suo paese cercando un’unione fra una tradizione letteraria sonnolente ed un’avanguardista visione umanesimale.

Ingrind fu sempre al suo fianco, sostenendola nelle sue azioni ed attivando le numerose  relazioni fra gli intellettuali del paese.

Joseph accettava con sufficiente parsimonia lo stato delle cose, forse avrebbe voluto una moglie meno doverosa nei suoi confronti, più sfrontata, di quella sfrontatezza cosi usuale quando parlava con la sua amica del cuore, ma che assumeva un carattere quasi istituzionale nel suo ruolo di moglie, come a voler mascherare certi pensieri, certe fantasie.

A volte, dichiarandosi geloso, risvegliava in lei la tenerezza e la sensuale padronanza femmina. Si scusava, lei, spegnendo con poche carezze l’istinto maschio, addolcendo cosi,  gli umori  variabili del vivere.


                               













Terzo Dialogo

La quiete

Hanna :  Sapevo delle distanze che ci separono da Parigi, quasi incolmabili, ma sembra che i nostri maggiori artisti abbiano più tempo che talento!

Jozef : Gli artisti hanno poca memoria come le belle donne fingono di non conoscerti fin dalle prime luci dell’alba.

Ingrind : Hai fatto un buon viaggio?

Hanna: Senza interesse , ai bordi della Senna non hanno mai sentito parlare di Julian Tuwim ne di Jean Lechon, la Polonia è un’aggettivo marginale, buono per qualificare l’inutile.

Ingrind : Maria Dabrowska ha chiesto tue novelle svariate volte.

- Nel decennio successivo, alla fine della prima guerra mondiale, un fenomeno letterario completamente nuovo, invase l’europa, alcune donne scrittrici fra cui: Maria  Dabroswka et Hanna Malewska, impressero il loro nome nella storia della cultura polacca ed in buona parte del continente –

Jozef : Ho sentito critiche lusinghiere su di te!

Hanna : Avranno buoni motivi?

Jozef :  Hanno un bisogno quasi patriottico d’averli.

Hanna : Io non scrivo così per scrivere.



Ingrind: Corrono voci, di fermenti nazionalisti in Germania.

Jozef : Cosa possiamo temere? abbiamo visto quel che c’era da vedere.

Hanna : La quiete! Ecco cosa possiamo temere, la quiete riparatrice e premonitrice.
Vorrei immergermi in questa quiete, dargli il senso che merita, perturbarla con la mia insistenza. Mi fa paura la quiete, quando  si abbassa la guardia arrivano i colpi di mortaio , mi fa paura la coscienza vile di questo continente imbandito di teste coronate, assuefatte ai dettami del fanatismo pseudo-rivoluzionario, farebbero di tutto pur di non perdere la loro bella corona .

Jozef : Esistono movimenti popolari avanguardisti e poi l’anima culturale della vecchia europa!

Hanna: L’anima culturale dell’europa é una puttana! Viaggia sull’asse Berlino-Leningrado, contempla il nostro sedere da Stalingrado a Vienna e si compiace della propria inerzia.

Ingrind : Resti a cena?

Hanna : Farò del mio meglio!

Troppo quieta era la stagione, anche se non priva di fermenti. Varsavia, l’amata, mostrava la sua coscienza; le donne hanno imparato a combattere, usano altre armi ma come potranno salvare questa patria dal furore arrogante? dallo scempio, dall’orrore dei pianti immacolati ;  la quiete, fra le ombre si insinuava la bestemmia irreparabile, la quiete –



Ingrind : Ho pensato per un attimo che tu mi avessi scordata, la mia anima persa nel dubbio era completamente incapace di giustificare o forse la mia mente é inadatta al dolore.

Hanna: Riportami in quel giaciglio di fiori d’arancio dove é nato il nostro amore, ricordami che siamo caduti per caso e mai più, mai più ci indurranno in tentazione!

Ingrind : Vorrei sentire le tue labbra ancora contro le mie per il tempo di una vita, addizionarsi al sapore familiare della tua saliva, al profumo del tuo corpo al dilatarsi ritmato delle tue narici, sconvolgere la quiete di questa stanza e impregnarla di gemiti ed odori primitivi.

Hanna: Io so del tuo amore, ne riconosco il nome e la forza rigeneratrice, conosco il tuo essere, perché ne faccio parte io stessa, é sconvolta l’anima mia, in perdizione.

 -Ingenuamente protesa verso l’istinto sensoriale, una delle donne porse il calice del piacere alla bocca dell’altra, che insistentemente la dilettò con giochi orali, accarezzando il suo con delicatezza femminile-

Ingrind: In un’altra vita, ero un pittore!

Hanna: Ed io la tua tela!

Ingrin :”Non ridere di me!

Hanna : Scusa!

Ingrind: Trascendere dal reale o presupposto tale, innamorarsi di se stessi, ecco il primo passo verso il nirvana! Ma la coscienza é reale? La vita é sogno! Di cosa abbiamo coscienza? Nascere e morire, la realtà é

un’equazione così elementare da inibire l’esistenza stessa: siamo naufraghi, senza principio ne fine!

Hanna :Siamo sempre le solite ricercatrici di verità, come se alle questioni corrispondesse sempre una risposta. La filosofia dovrebbe elucidare certi concetti primordiali, renderne trasparente l’essenza stessa ma in realtà non é riuscita à rimpiazzare nemmeno la più bassa e inconcludente delle espressioni religiose .

Ingrind: La verità é davanti ai nostri occhi, così ben mascherata da non vederla, così evidente da negarla, inconfutabile e inaccettabile per questo mondo! –

La notte si impossessò dei pensieri detti e di quelli immaginati , sfiorò con alcuni lampi di luna, i corpi delle due donne  ancora nude e distese, quasi a reclamare una parte di verità o ad insinuarne il riposo. Si sciolse l’elettrico germoglio del piacere conversativo, con certezze nuove ed antichi dubbi. La consapevolezza dell’essere, l’appartenenza cosmica a questo inevitabile ciclo di vite.




                           




  
                          Quarto Dialogo

Reincarnazioni

Ci sono dei luoghi nella memoria, dove non vogliamo mai andare, dove il tempo ha innalzato un muro.
Ricordi, emozioni interotte da eventi grossolani.L’età della saggezza o delle confessioni, che muta gli stati d’animo del pensiero e si racconta senza affabulare, certi eventi silenziosi, quasi innaturali, sostanze sottili che
attraversano l’anima senza lasciare tracce visibili ma che praticano solchi invalicabili nelle esistenze –

Musicante: Ho sempre creduto che il mondo appartenesse a dio, fin da bambino ringraziavo il signore per ogni attimo, per ogni momento della mia esistenza! Posso immaginare che mi consideriate un ingenuo, il mio é un atto di devozione!

Hanna: Ti ricordi di quando cacciavi nella foresta? Nudo cercavi la preda innocente che avrebbe calmato la tua angoscia corporale! Quando vagavi in un campo di battaglia ed eri tu la preda? Eri sposa diletta di maschio padrone! Schiavo di mercenari, prete e puttana!

Josef: Immagino che tu voglia parlare di reincarnazione, questa nuova correnti indiane,  lo fai molto bene, ma quali prove ci sono in appoggio  a questa affascinante e inverosimile teoria?

Hanna: Vogliamo discutere della verginità della madonna?

Musicante:  Si tratta di immagini puramente simboliche!
Nelle dottrine orientali , un posto importante é dato nel simbolismo ascetico, all’immagine della madre. L’evidenza della vita data dall’elemento femminile, fornisce chiari

spunti anche all’adorazione cattolica della vergine Maria.

Hanna: Vediamo di definire un punto: la reincarnazione come opportunità eterna e perpetuale o la punizione che apre le porte della comprensione? Io sostengo la seconda ipotesi! L’infame tentazione carnale é difficile da vincere.

Josef: L’alba che insegue il tramondo, gli astri che sorvolano il cielo...vogliamo passare a  tavola?

Un’atmosfera irreale impregnava l’aria della sera, le cose dette e quelle solo pensate, assumevano un ruolo indefinibile per il proseguo della conversazione, solo Ingrind prese la parola con coraggio e ferma convinzione.

Ingrind: Un frammento della sfinge! Sembra che abbia virtù medianiche.L’hanno esposto a Londra.

Anna: Il fascino mediorientale o lo splendore colonizzatore di sua maestà la regina?

Osiride o la sua reincarnazione?

Musicante : L’idea della reincarnazione andrebbe rivista in chiave simboolica, l’alternativa conciliante e permissiva alla più ferrea e disciplinata teoria dell’inferno e paradiso...


Josef: A cui abbiamo aggiunto con providenziale opportunismo il conciliante “purgatorio”

Musicante: Noi cattolici dobbiamo pensare al valore dell’anima sulla carne...



Josef: Ma quale diabolico dio! Quale.....avrebbe creato degli esseri di carne e sangue per poi privarli delle consequenze indotte dalla natura stessa?
La verità é che abbiamo bisogno di un sostegno per sopportare questa vita totalmente inutile e senza senso!

Ingrind: La cacciagione é ottima in questo periodo, non sembra anche a te Anna?

Hanna: Certo! La compagnia adorabile ed il vino eccellente!

Musicante: Brindo alla bellezza delle nostre donne! Ed alla patria, possa dio proteggere questo pezzo di terra !

Josef: E sopratutto gli amici più cari che rendono il mio vivere superfluo, piu dolce e meno crudele-

1 settembre 1939 alle ore 10.00 – l’ armata tedesca di Hitler stava già dilagando in Polonia e gli aerei bombardando le città polacche.

Nella stanza del riposo, Ingrind  appoggiò la tazza di the sulla scrivania, e socchiuse gli occhi come ad aspettare una carezza o un soffio di vita.Hanna raccolse i capelli di lei con le due mani, poi si mise a pettinarli; ridendo prese la tazza di the per sorseggiarne alcune gocce, poi si portò sulle labbra di Ingrind lasciandole assaporare il caldo germoglio –

Hanna: Per quale strada potremmo perderci, senza essere visti ne ricordati, quale alchimia potrebbe disperderci con le foglie d’autunno, per non vedere il sangue nelle strade, il terrore negli occhi dei bambini; come posso annullare questo stato di cose che non mi appartiene, che non ci appartiene.

Ingrind: Le cose vanno sempre come devono andare, io non vivo cosi per vivere, ed anche tu; abbiamo altre esistenze, sono sicura...l’amore é un sentimento di conforto, questo tratto di vita é un leggero passaggio;
inespiegabile sentenze ci condannano a questa o ad un’altra vita, siamo prigioniere, schiave, e non abbiamo soluzioni.

Hanna : Quali errori e quali peccati abbiamo dunque commesso per meritare questo? Quale dio può permettere questo scempio?

Ingrind: Il dio degli uomini, é fatto di carne e di materia celebrale, é subdolo, irrascibile, assassino...é pieno d’amore per i suoi figli prediletti.

Hanna : Nel 735 abitavo a Siracusa , mio padre era pescatore ed io...filavo la lana, mia madre accendeva il fuoco ed osservavo i suoi movimenti come ipnotizzata, la sera pulivo per terra prima di andare a dormire , dovevo avere 13 o 14 anni ed ero carne da marito. Mia madre mi proteggeve dagli assalti dei pretendenti, erano per lo piu pescatori ed amici di mio padre.
La notte non dormivo, non dormivo ed osservavo la luna.
Perché sono cosciente di questo? Sai dirmi perché i ricordi mi divorano?
Poi venne un uomo aveva la stessa età di mio padre, li vedevo discutere  ed andai a nascondermi non so piu dove, mi ricordo di un buio profondo cosi nero da non poterlo immagginare ed il pianto di mia madre , perché piangeva mia madre? – Non l’ho piu rivista ne lei ne mio padre ne quell’uomo, sai dirmi perché?
Perché sono cosciente di questo?

Ingrind: Ascolta le indicazioni del cuore! Quando il cervello smette di analizzare l’anima si sveglia, lo stesso principio che si attua in meditazione – Adesso dimmi perché soffri?
Hanna: Non lo vedi? Quanto sangue é colpa mia ? anche tu pensi sia colpa mia?
Ingrind : No! Io no.

Hanna : Non lo vedi? Questa trasmigrazione di anime verso sud? Perché sono rimasta  in questo paese?

Ingrind :Forse avevi ancora qualche cosa da fare.

Hanna : Io non voglio tutti i dolori del mondo, sono stanca vorrei privarmi di questa memoria infinita, vivere nel presente .

Ingrind : il presente é illusorio viviamo nell’attesa, di un evento o di una tragedia.

Hanna: Come posso salvarmi, come ci salveremo? –

Ingrind  appoggiò le mani sulla testa di Hanna, poi accarezzò i capelli d’oro di lei, che chinò il capo, in segno di devozione.
L’aria si caricò di sensuale dolcezza, un velo di di nebbia sembrò invadere la stanza come per proteggere le due donne dalla luce del giorno. Hanna schiuse le labbra cercando il caldo alito di Ingrind, la sua lingua si posò sul suo seno quasi adolescenziale ed inseguì  con sicurezza la linea invisibile dei chakra fino ad osservare compiaciuta, l’umido riflesso del piacere, fra le sue dita, sulle labbra, si congiunse il pianto liberatorio dell’una ed il  ritmico sussulto dell’altra 
Le anime trovano sempre rifugio nel gioco della vita, dimentiche del reale, inconsapevoli del vissuto, senza redenzione alcuna.
Il 5 settembre 1939 – la Polonia dopo appena quattro giorni dall’invasione già agonizza. Gli aerei tedeschi sganciano bombe sulle maggiori città polacche seminando morte e distruzione.
Solo Varsavia resiste ancora, e dalla sua radio vengono diffusi al mondo intero i disperati continui e martellanti appelli, inframmezzati dalle famose gravose note della Polacca di Chopin.
“ Tu movi Warzawa, serce narodu,tu movi Warzawa, s toba zwyciestwo albo smierc”.(Qui parla Varsavia, il cuore del popolo, qui parla Varsavia, con te la vittoria oppure la morte).



Il 28 settembre 1939 la campagna polacca di Hitler é praticamente conclusa. Varsavia capitola dopo un accerchiamento a tenaglia durato dieci giorni; le truppe d’occupazione nella città mezza distrutta fanno razzia.

Una guerra breve quella della Polonia che ha però pagato in 17 giorni un alto tributo di sangue.60.000 i morti, 135.000 i feriti, 500.000 dispersi,700.000 prigionieri internati nei campi di concentramento che nascevano a Treblinka, Auschwitz, Maidanek e in altre località.

In seguito, nel corso di cinque anni di guerra, ci finirono dentro sei milioni di individui, con le deportazioni di civili e militari di altre nazioni, e sopratutto quelli di stirpe ebraica di cui tre milioni di origine polacca, fra questi, dati per dispersi alla fine della guerra:
Hanna Malowska, Ingrind Swierkos, Josef Lepecki e
Bohdan Gombrowicz ( detto il musicante).





































Poesie e parole


“L’unica soluzione per non riprodurre la legge del karma e` non provocarla”
   























Mediterranea


Prima che il tempo
 inghiotta quest’ultimo barlume di lucido pensiero
rimetti il dolore al suo stadio iniziale
ed incrocia ( con fare indifferente ) le gambe in segno di distenzione.
Adesso
 una vaga atmosfera mediterranea invade l’aria con canti
Stridule  voci
 sommerse dal vai e vieni marino
 sonorità mediorientali
 dove cuscini e fumi speziati
  languiscono i cuori
 disperati e vagabondi







A Slava


Raggi di sole riflettono come specchi
 le luci dei tuoi giorni felici in altre latidutini
 ricordi di feste balkane
 leggerezza dell’anima
 che spoglia
 si diletta con innocenti giuochi incantatori


































Viaggio astrale

Rifarò un passo indietro nel tempo
 per ricordarmi di quando ero cosciente
La mia mente
 governava altre parti dell’universo
 ed il corpo aleatorio, non emanava sensazioni di alcun tipo
Tu eri bellissima
 vibrazione pura
 luce splendente
 io praticavo l’arte del pensiero
Ora i cicli dell’universo
 regolano il mio cammino verso altre direzioni
ogni tanto sento passare il battito fervente dell’amore ricordo di altre vite
 meno nobili e senza apparente senso.















Silenzio illusorio

Silenzio!
L’alba governa il tramonto
 sono attratto dai movimenti celesti
 e pratico l’arte del dissenso
 in estate come in inverno
 mi bagno al mare ma sogno le distese di ghiaccio del nord ai confini dell’immaginario e del logico
 Silenzio!
Il vuoto sovrasta la materia
 e la notte il giorno
 o all’incontrario
Regalami un sentimento  di uguaglianza
 per poter identificare  il mio modo di essere schiavo
 dei sentimenti schiavo
 di te schiavo
 di questa vita
 Silenzio!
 Ma cantami ancora
che dell’illusorio non sono ancora sazio














Considerazione

Sono sempre piu affascinato dagli sforzi sovrumani  praticati dai sacerdoti di tutte le religioni  per convingerci dell’esistenza di dio. Solo per questa incredibile devozione meriterebbero la vita eterna, equivalente per i  mistici all’oscar  per il cinema o al nobel per la letteratura.



Luoghi comuni

Non sono sicuro di niente e sono triste
 le certezze sono schiave dell’imbecillità
 di questo mi rallegro
 poi penso che non sono sicuro che sia cosi
 forse non é cosi e allora nell’incertezza mi astengo
Mi astengo dai luoghi comuni
 dalle cose dette e quelle scritte
dai dogmi
 dai peccati
 mi astengo anche dai peccatori
 dai saggi
 dagl’incoscienti
 mi astengo semplicemente e banalmente
 tanto banalmente dall’astenermi dalla banalità
 dallo scrivere
dal compiacersi di questo
  mi astengo dal vivere e di te mi astengo
 perché non amo e non ho mai amato se non per passione o per desiderio di possesso e dell’astenzione mi compiaccio.









L’amante

Non mutare mai ti prego il tuo sorriso in pianto
 non deludermi anche tu
 non mi rattristare
Proteggi la tua bellezza
 il tuo canto
 la tua splendente chioma
  perfezione suprema
 carne da letto
abbagliante visione
 non tradirmi come il tempo mi tradì
 Proteggi dalle intemperie le tue ciglia colorate di rimmel
 la tua voce soave
 che scandisce i ritmi vellutati dell’amplesso
 Difenditi dal vento che scompiglia i tuoi capelli
e dal sole che brucia la tua pelle ora cosi delicata
 dipingi di rosso fuoco le tue labbra per il mio piacere cospargi il tuo corpo di oli essenziali
di profumi d’oriente
 e non mi lasciare
 non  mi tradire
 non mi deludere
 non mi ammazzare
 non invecchiare.
















Sensuale risveglio

Hai sciolto i tuoi capelli rosso rame con consueta raffinatezza
Immergendo l’indice nella saliva dolciastra
Cospargi l’incatesimo sul seno
Racchiudendo il dolore nell’orgasmo
Nell’impeto
La trascuratezza del volgare appare
Eccomi nudo nel tuo letto a odorare il sudore dell’amplesso consumato
Mani tremanti mi guidano
Cerco le labbra tue e mi astengo da ogni commento
Nel silenzio invado la dimensione del sublime
L’atto primordiale
L’abdicazione del pensiero
L’essenza dell’esistere
Il furore della carne
Tutto si consuma e si reincarna
















Don Giovanni

Ricordami le carezze lacerate dall’inganno
Perverso e sottile il sonno
Invade con voce alta la notte
Che fugge smemorata verso il giorno
Che ride e si consola
Mentre le labbra tue innocenti
Accettano l’ultima bugia
Prima di svegliarmi ti faro` l’amore e dopo ti cacciero`
Perche` non so stare senza dolore
senza paura
senza perdono
non so tenere piu di un giorno con questo amore

















Considerazione

Lo sai da quale guerra siamo scampati, da quale morte, da quale dolore, lo sai?
Perché allora mi chiedi dove vado?




Passaggio inconsueto

Ricordo la tua personalitа, fascinato e ammirativo
La latidutine delle tue vibrazioni nascoste in zone represse
lontana dalle usuali rotte  terrene
ed Io
a cercarle in te
ricettacolo cosmico




















Considerazione

Sono sempre stato immune da dio, fin dai tempi di Prevért, e lo sono ancora di più dopo Cioran, Komeini e Benedetto XVI.








Nella notte

Nella  notte lo spiraglio della finestra invade la stamza con lampi
Tu accenni un sorriso
 ed io osservo perplesso l’imperferzione del creato
nei tuoi occhi
Sorseggio una tazza di the
 appoggiato ad un cuscino
 il 4 giugno del 2006
 mentre m’invento un’altra ragione per vivere.

















L’incoscienza

Perfetta sintesi, fra il bene ed il male: l’inconscienza, l’arma più efficace per attraversare indenni questa vita senza danni karmaci  ne gioiose invenzioni corporali. Senza coscienza, puro stato vegetativo. Invidio le larve ed e i pesci, i militari ed i sacerdoti, i politici e gli assassini, l’acqua e la fontana, la giovinezza esaltata,  ed appartengo alla specie, per  pura fatalità ,  per inganno divino, declinazione celeste.
 







Considerazione
                                               
Ci sono dei principi di cui bisogna tener  conto per vivere ed altri che non bisogna praticare. Per renderla più interessante ( la vita) basta invertire le due posizioni.












Nascere

Nascere é cadere nell’inganno
perseverare nella menzogna
 cedere alla tentazione
 coprirsi di  vergogna
 l’infame peccato che non si puo cancellare
Nascere è perdere tutto.







Considerazione

Dopo aver letto con sufficiente attenzione la bibbia cristiana ed il corano mussulmano, ho acquisito   la certezza propria dei credenti  secondo i quali  questi siano libri ispirati da dio, infatti  anche dopo attenta e accurata lettura , non vi si trova alcuna traccia d’intelligenza umana!


















Considerazione

Se dio esistesse? Noi no!





Considerazione

Non tralasciando nessuno fra i pensatori antichi e contemporanei ho dovuto nutrire il mio spirito con la saggezza popolare, ed per questo che mi sento molto più vicino ai pescatori di pesci che hai pescatori di anime.




Considerazione

Se noi esistiamo? Dio no!
















Considerazione

Non potendo attribuire a dio la creazione di serpenti, scorpioni , malaria lebbra ed altri devastanti flagelli, ecco che l’idea del diavolo non fa una grinza!





Considerazione

La contemporanea esistenza di noi e dio, e talmente incompatibile da
rendere necessaria una religione.
























Rivelazioni

Ero solo
 le tue mani il solo contatto che bramavo
La notte era senza scampo
 il fiato tuo sul collo
i processi istintivi e quelli evocativi,
 l’immagine  di un santo
 le virtu della sfinge
 i poteri della mente
dell’amore
 io ti amo ed ho il coraggio di dirlo
 non ho il coraggio di non dirlo
 ho freddo, fame o forse sonno
 o forse sogno
 Ecco quello che appare e quello che si vede
forse ti raccontero` di me un giorno,  quando  avro` smesso di morire.














Nascita di Hatos

Nell’universo
 mai vidi
 fuochi brillanti e laceranti espandere colori
 stelle e macchie di voragini arginate da polvere di lune
 capelli di oro scolpiti nel cuore
 io naufrago o vigliacco
il tempo senza tregua
  su quello che fu
 e l’anima mia guerriera che vaga e si accende
 in moltitudini di galassie che stelle accendono
  Io mi guardo volteggiare senza peso
 a governare
l’universo

















Nel dolore della nascita

E poi il giorno
dopo il pianto dei bambini
i tuoi occhi
 il giorno
Le cose che ho viste
 se tu sapessi le cose che ho perso
 Ho chiesto di andare di non tornare
 che il sonno mi prenda o ci prenda se mi ami
 Ti portero` su una stella
 o in una cattedrale
  nel freddo dei marmi
 o nella rinascita del settimo ciclo del nostro sistema astrale.


























Amore terreno

Non ti svegliare amore mio
 adesso o domani e lo stesso
 il tempo e la notte sono un’invenzione
 il tuo viso disegnato
 racchiuso nel  corpo sottile
 e` l’immagine dei sensi
 Hai bisogno
 dimmi che ne hai bisogno
 fammi partire e rivenire
 poi disprezzami e amami
 racchiudemi in questo scrigno
 governato dalla materia
 perche` io me ne andro` quando tutto sara perfetto























Il Poeta

Era un bretone che tornava al paese natio
Il vento schiaffeggiava gli alberi con insolenza
Il poeta spargeva lacrime e fiori su giacigli celesti
L’aquila volava alta fra i monti ed il pastore ne untuiva le traettorie
La nebbia
Si infiltrava lesta fra i vicoli del paese
L’uomo si sporse dal balcone ed ad ammaliarlo si mise luna
Il fruscio delle piante sul davanzale copriva il rumore dei passi
La donna socchiuse gli occhi ed il poeta si inginocchio` sul letto del fiume aspettando la piena.


.  















Un jour d’Automne

Je suis parti un jour d’automne
 et je laisse tes yeux crier
 je laisse te main parler
 ta bouche fermée
 Je suis partie un jour d’automne
 et je ne sais pas pourquoi
 je ne sais pas pour qui
 Je me souviens de un train
 je me souviens de un rêve
 de toi je me souviens a peine
 J’ai regardé la lune
 j’ai touché ta main et ton visage
 j’ai farfouillai des mots
puis je glisse dans la nuit avec mon désespoir
 Il était un jour d’automne sans plus retour
 j’avais les mains tremblantes et je caressée tes seins
 je me souviens tes seins
 de toi je me souviens à peine
 Tu ne me pardonneras jamais le sais
 toi nés me oublierais jamais le sais
 car  j’ai touché tes mains et ton visage
 et puis je me suis perdu dans la nuit  avec mon désespoir.















Un giorno d’Autunno

Sono partito un giorno d’autunno
 ed ho lasciato i tuoi occhi gridare
 le tue mani parlare
 la tua bocca chiusa
 Sono partito un giorno d’autunno e non so perche`
non so per chi
 Mi ricordo un treno
 e mi ricordo un sogno
 di te mi ricordo appena
 Ho guardato la luna
 ho toccato la tua mano ed il tuo viso
 ho bisbigliato qualche cosa
 e poi sono scivolato nella notte con la mia disperazione
 Era un giorno d’autunno senza piu` ritorno
 avevo le mani tremanti ed accarezzavo i tuoi seni
 mi ricordo i tuoi seni
di te mi ricordo appena
Tu non mi perdonerai mai lo so
 tu non mi dimenticherai mai lo so
 perche` ho toccato le tue mani ed il tuo viso
 e poi mi sono perduto nella notte
 con la mia disperazione.














Amore Eterno

Forse in un altro mondo
 in un’altra galassia
 io ti ritrovero`
Perduta come chi ama e si dispera
 o come chi non sa piangere o non sa tornare
 Forse in un altro cielo o un’altra dimensione
 io ti ritrovero`
 e sapro` riconoscerti come tu lo saprai
 .Forse sara` domani
 o forse sara` alla fine del tempo
 quando tu ritornerai
 ti offriro` da bere e  ti accompagnero` alla porta
 e tu ritornerai
 Vivremo altre stagioni felici o meno liete
 prima che  l’oblio ci prenda
e poi ci lasci
 per ricongiungerci  ancora.



















Considerazione

La prima cosa che ci attira in una donna sono gli occhi, ecco perche`
ci affrettiamo subito ad individuarne una seconda






Movimenti

Ero fermo
seduto su di un tappeto persiano
le gambe
incrociate
nella classica posizione del loto
ad ascoltare (stato di pura vibrazione)
movimenti impercettibili all’occhio
 la sostanza acquisita è momentanea
 vivere è imperdonabile!





















A toi
A toi que je ne jamais oubliée, à toi
A toi que me parlée dans le cœur, à toi
A toi si un jour..., à toi
A toi si dieu existe..., à toi
A toi mon amour, au revoir



A te
A te che non ho mai dimendicato, a te
A te che parlavi dentro al cuore, a te
A te se un giorno..., a te
A te se dio esiste..., a te
A te amore mio, arrivederci

















A dream
I like you have a dream also, I have a dream
Day after day, life after life
My spirit expands itself till to get confused with oxygen, the water and the metals, then, to dissolve till to become nothing.




Un  sogno
Ho un sogno anche  io come te, ho un sogno
Giorno dopo giorno, vita dopo vita, il mio spirito si espanda fino a confondersi con l’ossigeno, con l’acqua e con i metalli per poi dissolversi, ridursi, fino a diventare niente.





















L’onore

Gli alberi si muovevano appena
 al soffio leggero del vento
Il caldo delle giornate
 immersi nella preghiera
 sottostando a riti pagani
a dei senza voce e spogli
I mantra recitati per abbassare la soglia del cosciente
I cicli interminabili di veglie
 le acque del Gange
La ricerca perpetuale
 e i volti senza espressione di vecchi guru
Un uomo di Calcutta mi diceva ogni volta che mi incontrava
” Non c’e in questo mondo che una sola cosa che conta : l’onore!’






















Il giusto senso

Il senso delle strofe
Il volo geometrico dell’aquilone
La mano del poeta
Il verso del reverso
L’esaltazione dei sensi
Il monoteismo
L’astrattismo
L’ateismo
L’estetico cubismo di Guilleme Apollinaire


























Nel letto

Nella notte sguardi mutilati dalla ricerca possessiva
Abbracci teneri e risi feroci
Qualche carezza
Manie depressive
Miserabili accuse
Ritratti sommersi
Inequivocabili sogni
Sudori di corpi
Ritorno alla notte























Morte passeggera

Lasciami morire ancora una volta e un’altra volta qui
Io sono di passaggio e non certamente tu
Piegare la mia schiena
e rivestirmi di candore
Attraversare il mare con rapidi pensieri
Con ferme mani che trascendono dal volere
Lasciami morire ancora un giorno e un’altro giorno qui
I fiori sono intensi nei profumi solo poche ore
Stelle appagano desideri cadenti e decadenti
Immutabile il tuo sguardo mi protegge e mi inganna
Tutto cio` che e` stato
Il pensiero di non rivederti mi sconvolge
La tentazione
L’infame tentazione mi fa ritornare ancora e  un’altra volta qui
















Mamma

Ciao Ma
Eravamo giovani
Ciao Ma
Cantavi lavando i panni, nel cortile, sotto la pioggia
Ciao Ma
Di notte i temporali
Ciao Ma
Mi toglievi il malocchio con il piatto sulla testa e l’olio
Ciao Ma
Sono sempre solo
Ciao Ma
Non ti ho mai detto ti amo e nessuno dei tuoi figli mai
Ciao Ma
Ci potrai perdonare?
Ciao Ma
Io ti aspettavo a sera
Ciao Ma
Nei pomeriggi senza scuola, restavo nel cortile a parlare alle formiche
Ciao Ma
Non ti posso piu` parlare
Ciao Ma
Mourir et naitre  sont les seules choses réelles dans ce monde,
tout le reste est rêve, vulgaire et inutile
Ciao Ma
Ciao Ma
Ciao Ma













Se un giorno

Se un giorno qualunque
 ti ricorderai di me e mi cercherai
 sappi che io ti ascolto
ti seguiro` nel tuo farneticare
 nel tuo ridere ed amare
 ti parlero` nel cuore
 e tu mi sentirai vicino come forse mai
 e ti rattristera` la mia
lontananza
 Se un giorno capirai di cosa ti parlavo
 o intuirai le mie
assenze
 e solo per caso una farfalla si posera` sulla tua spalla
un
temporale fuori dalla finestra,
il perpetuo rito primordiale
 ricorderai del
tempo in cui tutto era pura possibilita`
























Considerazione

Pensare che tutto il genere umano discenda da una sola primaria
coppia e` un atto di pura follia.
Il nostro cervello sarebbe disposto ad inventarsi qualsiasi cosa pur
di rispondere ad una domanda che non ha risposta.























Movimenti

Ecco che la marea sale ed oscillando la barca si contorce fra le grida de
pescatori
Io osservo  solcare le onde  pinne di prede senza scampo
la mia vita e` ora nelle tue mani,  nelle tue mani sta scivolando la mia
vita
Vedo il movimento delle masse salire dal sud e medio oriente alla
ricerca di una speranza
Il popolo annuisce o si sorprende
L’etica universale ci sfugge e d’istinto si alzano barriere
Da nord verso  est e verso ovest la gente si contorce fra le grida dei
governanti
Io osservo cavalcare il serpente orde di eretici incoscienti
La mia vita e` ormai nelle tue mani, nelle tue mani sta scivolando la mia
vita























Considerazione

Il fine non giustifica i mezzi
sono i mezzi che lo giustificano!


























L’artista

Lo sguardo fisso sulla tela bianca  cercando uno schema o una traettoria
la mano ferma mi inganna il vuoto mi sopprende solo ad indagare sul
mio percorso interiore, sul mio falso talento

Avrei voglia di sbeffeggiarmi ed incidere col coltello sui fianchi
immacolati della bianca segni irriverenti, per sconfiggere questo senso
del fare, del creare, del punire i sensi infliggendosi acrobazie artistiche
oscillanti tra il ridicolo ed il vano fra il misero ed il pretenzioso

Accorgermi di non avere nessun potere sulla materia ne sul dovinare e
sono carne da putrefazione allo stesso modo dei cani ed allo stesso modo
m’inchino aspettando acqua da bere


















Cosi`

Cosi`, osservando la linea dell’orizzonte cavalcare il mare e impreziosire
i riflessi dorati
Dalla stanza e dal balcone vedo passeggiare amanti senza tempo
I rumore della gente
Il ritmo delle onde
L’odore che fa il vento di scogliera
Cosi`, lasciando andare la voce ad un lieve canto
accarezzando le note con la lingua e la saliva
immergersi nell’angoscia di chi indovina il finale
di chi aspetta con pazienza
Cosi`, ad uno ad uno vederli passare
I giorni del lieto vivere e del sereno andare
Accogersi che e` stato tutto vano e che non c’e` rimedio alcuno
che il vento dal balcone sta scompigliando i tuoi capelli
che gli amanti diventano ricordi
che il ritmo delle onde e` solo un invenzione
che il tuo amore non era amore
che le mie mani non hanno saputo dare
che solo l’orizzonte puo` cavalcare il mare

















Addio alla vita

Addio mia bellissima, addio
ora canti struggenti accompagnono il mio passo lento e senza direzione
addio mio dolce amore, addio
i sensi mi tengono schiavo e legato a te
addio mio cuore, furente e sensa senso
Come acqua da bere mi adagio nel tuo corpo
e scappo consapevole del nulla mi risveglio
Addio mia amata, addio
non tollerare pianti alcuni ne penose cerimonie ma al mio nome brinda tutta la notte, che la fenice nasce e poi risorge dalle sue ceneri, un altro tempo ed altri tempi ancora
















Qui

Qui dove tutto appare e scompare mi astengo dal pensare
rinnego i miei vanti,i ricordi,gli amici piu cari, le teorie Freudiane e gli oracoli buddisti
Qui dove tutto si collega e si distanzia, la ragione prende il volo astratto di una cadente cometa, la musica si inchina al suo pianista ed il pensiero corre veloce alla sua fonte
Qui dove tutto appare e si propone, io mi sento solo, cosi solo da ridere sommerso delle mie stesse menzogne, cosi solo da non ricordare i lineamenti del mio viso,la struttura delle mie ginocchia e faccio fatica a parlarmi
Qui con l'oceano che ci divide ed i telefoni che ci tradiscono ti vorrei parlare,dirti come e quante volte ho sbagliato, farmi perdonare, risentire la tua voce e spiegarti come ti sentirai quando  non ricorderai piu i lineamenti del tuo viso, la struttura delle tue ginocchia  e farai fatica a parlarti.













Ici

Ici mon amour, le temps s'est arrêté  ici entre tes mains et sur ta bouche
Ici mon douleur, la nuit a gagné son pari et toi tu  me regarde et me vois partir pour la dernière fois
Si j’aurai  de la chance je ne reviendrai jamais plus
Si j’aurai la chance je te regarderai pleurer sur mon dos, à la sortie du théâtre ou a  place de la concorde dans ce vieux bistrot devant un verre de blanc a rire et à jouir de rien et pour rien
Je t’aime encore et encore et encore et les mots, comment oublier les mots
Ici mon amour touche mais mans, je n'oublierai jamais mon passage
a ce monde, je nés te oublierai jamais.

Qui amore mio, il tempo si ferma qui fra le tue mani e sulla tua bocca
Qui amore mio. la notte a vinto la sua scommessa e tu mi guardi e mi vedi partire per l’ultima volta
Se avro` fortuna non ritornero` mai piu
Se avro fortuna ti guardero` pianger e sulla mia schiena, all’uscita del teatro o a Place de la concorde in quel vecchio bistrot davanti ad un bicchiere di bianco a ridere di niente e per niente
Ti amo ancora e ancora e ancora e le parole, come dimenticare le parole













Qui amore mio, tocca le mie mani, non dimentichero` mai il mio passaggio in questo mondo, non ti  dimentichero` mai
























































Intervista a F Guzzardi


Scrittore autodidatta.
Propone il suo primo libro. 
Il quaderno della fenice nasce da una serie di riflessioni su dei temi a carattere filosofico impregnati di figure esoteriche.
Una serie di dialoghi sull'esistenza interotti da alcuni accenni storici .
Poesie e riflessioni sulle consequenze delle azioni sul karma


D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

R) Sono un tranquillo quarantaseienne, curioso ma non innamorato della vita.

Ho iniziato a scrivere per raccontare a me stesso concetti che altri non vogliono ascoltare e visto che parlarmi era abbastanza noioso, ho iniziato a scrivermi.

D) Qual è stato il suo percorso di studi?

R) Non c’è mai stato o meglio si è interrotto assai precocemente. Sono un autodidatta, non sono riuscito a finire la quinta elementare, il mio maestro fumava troppo e mi annoiava il suo guardare l’orologio aspettando la fine delle lezioni.

D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

R) Ho risposto prima ed ho sicuramente frainteso la domanda, chiedo scusa.

D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

R) Una sorta di psicoterapia, gli artisti in generale sono dei psicopatici che diventati famosi si chiamano scrittori, musicisti, pittori etc. altrimenti siamo solo psicopatici.

D) Quali sono i suoi libri del cuore?

R) Alcuni libri di poesie fra cui Prevert e Neruda e Cioran di cui condivido certi concetti legati a dio ed alla vita.

D) E quelli che non leggerebbe mai?

R) Sicuramente Gomorra.

D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

R) » La vie des maîtres « un vecchio libro datato 1950, del genere cosi detto « esoterico ».

D) E quello che meno le è piaciuto?

R) La Bibbia, vecchio e nuovo testamento. Un successo commerciale del tutto ingiustificato.

D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

R) Sono nato in Sicilia anche se sono andato via molto tempo fa, adoro questa terra, un poco meno i miei conterranei.

D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

R) Non conosco molto dell’editoria italiana, non ho opinioni al riguardo.

D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

R) Anche per questa domanda non ho opinione, conosco meglio il panorama culturale francese, avendo vissuto per molto tempo fra la Francia e la Svizzera e quello americano.

D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

R)  Quasi per caso e grazie ad Amazon

D) Cinema: qual è il suo film preferito?

R) Per restare in Italia ho molto apprezzato “Il postino” con Massimo Troisi.

D) Musica: la canzone del cuore?

R) Non basterebbe un solo cuore per contenerle tutte e vanno da Bob Dylan a Claudio Lolli.

D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

R) No

D) Ritiene siano utili?

R) Penso di si

D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

R) Per uno come me, che scrive d’istinto e senza alcuna tecnica narrativa, penso che sia assai complesso: rendere visibili le immagini che sono proiettate nel mio cervello e trasmettere le emozioni che sono solo mie e forse non condividibili.

D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

R) Su computer, di giorno e di notte, in solitudine, fumando un sigaro ( qualche volta).

D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro?

R) L’idea è nata come un specie di giuoco in cui io stesso rispondo alle mie domande su temi per certi versi esistenziali.

D) Cosa significa per lei raccontare una storia?

R) Lo stesso significato che ha una sequenza di psicoanalisi, solo che costa meno.

 D) Come ha scelto il titolo del suo libro ?

R)La fenice e`un’animale mitologico che muore e rinasce dalle proprie ceneri e questo somiglia al tema di questo libro.  .

D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

R)  Due anni ma solo per una questione du pigrizia

D) Ha vinto premi letterari?

R) no

D) Crede nei premi letterari

R) no

D) Ha altri progetti in cantiere?

R) Si ma ne parliamo un’altra volta





Giovanni Lattanzi per libri & scrittori il 4 gennaio 2009. Tematica: estero, Interviste.




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